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Avola| I “Fatti di Avola” 52 anni dopo, Paola Scibilia ricorda il padre Giuseppe

2 Dicembre 2020 | by Redazione Webmarte
Avola| I “Fatti di Avola” 52 anni dopo, Paola Scibilia ricorda il padre Giuseppe
Sindacale
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C’è ancora tanta commozione, dolore, rabbia, ma anche ricerca della verità a distanza di mezzo secolo da quello sciopero sindacale per il quale persero la vita due braccianti agricoli: Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona.

Un “grido” che questa mattina, durante la rievocazione dei fatti con la deposizione della corona in contrada Chiusa di Carlo, ha fatto proprio Paola Scibilia, unica erede delle due vittime (aveva 9 anni quando il padre perse la vita), oltre le organizzazioni sindacali rappresentate dai segretari generali di Cgil, Roberto Alosi, di Cisl, Vera Carasi e dal sub-commissario della Uil, Saveria Corallo. Con loro anche i rispettivi segretari sindacali dei lavoratori agricoli, Mimmo Bellinvia della Flai Cgil, Sergio Cutrale della Fai Cisl e Sebastiano Di Pietro della Uila Uil.

“La storia è un monito per tutti noi: i diritti vanno coltivati giorno dopo giorno e oggi vanno riconquistati con la stessa forza e la stessa determinazione – hanno detto i segretari di Cgil, Cisl e Uil -. La memoria va riportata soprattutto nei confronti delle giovani generazioni: ci furono diritti sanciti con il sangue e oggi questi stessi diritti vanno perdendosi ed è per questo che la nostra presenza rappresenta anche un monito affinché vadano salvaguardati”. Significativa anche la testimonianza del sindaco di Avola, Luca Cannata: “E’ importante ricordare, soprattutto per i nostri giovani. E per un passato che ha cambiato la storia italiana. Lo statuto dei lavoratori infatti è cambiato proprio dopo “I Fatti di Avola”. E’ importante ricordare perché ogni giorno parliamo di diritti richiesti da ogni lavoratore, è importante e fondamentale tenere viva la memoria di ciò che successe 52 anni fa perché la lotta per quei diritti è un fatto attuale ancora al giorno d’oggi”.

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