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Buccheri | Ennesimo atto intimidatorio al presidente del consiglio comunale Garfì

25 Gennaio 2021 | by Redazione Webmarte
Buccheri | Ennesimo atto intimidatorio al presidente del consiglio comunale Garfì
Cronaca
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Nuovo atto intimidatorio nei confronti di Gianni Garfì, presidente del consiglio comunale di Buccheri, nonché responsabile provinciale del settore Forestale della Uila-Uil.

Danneggiato da ignoti il fondo agricolo alle porte di Buccheri per il presidente del consiglio comunale del Comune montano. Garfì, che ricopre anche il ruolo di responsabile provinciale del settore Forestale del sindacato della Uila, ha denunciato l’accaduto alle autorità competenti, sottolineando di “avere piena fiducia nel ruolo degli organi inquirenti affinché si possa risalire ai colpevoli. Non nutro sospetti ed è quanto ho riferito ai carabinieri ai quali ho sporto denuncia – ha aggiunto – rimango solo esterrefatto in quanto la mia attività politica e sindacale è sempre andata avanti negli interessi della comunità e dei lavoratori. Soprattutto nel pieno rispetto delle leggi in quanto da diverso tempo insieme con il sindaco Alessandro Caiazzo facciamo fronte alle istanze dei cittadini che denunciano l’attività incustodita di animali in fondi agricoli. Noi andiamo avanti con le nostre forze e con gli strumenti che ti permette la legge; quando si verificano atti simili è normale provare rabbia e fastidio poiché viene intaccata anche la serenità familiare”.

Anche perché” Gianni Garfì ha precisato “che quello di pochi giorni fa è il terzo caso subìto nell’arco di dieci anni. Oggi mi trovo a denunciare il danno subìto nel fondo agricolo con il danneggiamento di alcune piante di ulivo e la recinzione divelta, nel 2014 mi fecero recapitare cartucce da fucile nella cassetta della posta all’ingresso dell’ufficio sindacale mentre nel 2010, quando ricoprivo anche la carica di vicesindaco a Buccheri, avevano interamente graffiate le due auto di famiglia con una ruota sgonfiata, nonché, in due occasioni, mucchietti di chiodi lasciati davanti al garage. Atti che si perpetuano da anni ma che, certamente, seppur facciano riflettere, non scalfiscono la volontà di andare avanti per le responsabilità dei ruoli che rivesto, nel pieno rispetto – lo ribadisco – dell’intera comunità montana e dei miei concittadini e dei lavoratori che rappresento in ambìto sindacale”.

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