Non solo neve sull’Etna.
Il nuovo anno è iniziato ieri con una eruzione con colata lavica nella Valle del Bove, in prossimità di monte Simone, a circa 2.100 metri sul livello del mare.
Secondo osservatori presunti sul posto e come confermato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio etneo, il fronte lavico sarebbe avanzato arrivando a circa 1.420 metri di quota. Lo scenario eruttivo è quello di una zona desertica lontana dai centri abitati.
Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza, durante le prime ore del mattino si è osservata debole attività stromboliana al cratere Voragine con blande emissioni di cenere che si disperdevano rapidamente in area sommitale.
L’allerta vulcanica per l’aviazione, il Vona, rimane di colore arancione, il terzo livello di allarme su una scala di quattro, ma l’attuale attività dell’Etna non impatta sull’operatività dell’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania.
Alla luce delle attuali condizioni morfologiche dell’area, caratterizzata da bassa pendenza, secondo quanto fa sapere la Protezione civile regionale, non si rilevano al momento rischi di impatti diretti sui centri abitati né sulle infrastrutture.
Permangono tuttavia significative criticità potenziali legate all’afflusso di visitatori, con possibili ripercussioni sulla viabilità della SP Mareneve e sul transito dei mezzi di soccorso, nonché rischi per la sicurezza di escursionisti non adeguatamente equipaggiati che tentino di avvicinarsi al fronte lavico.
Per tali motivi, il Comune di Milo, sentito il capo dipartimento della Protezione civile regionale, ha adottato un’ordinanza di regolamentazione e di interdizione dell’accesso dalla strada di Pietracannone, diramazione della SP Mareneve.
L’accesso è consentito esclusivamente con guide vulcanologiche abilitate, in gruppi non superiori a 10 persone, dotati di idonea attrezzatura tecnica e di sistemi di comunicazione radio. Divieto a partire dall’imbrunire.
Considerato che un ulteriore flusso di visitatori si sta sviluppando dall’area del Rifugio Citelli, caratterizzata da condizioni morfologiche più accidentate e potenzialmente pericolose, il Sindaco di Sant’Alfio è stato ora invitato all’adozione di una idonea ordinanza di limitazione degli accessi. Analogo invito è rivolto al sindaco di Zafferana, comune in cui ricade gran parte della Valle.
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