“Il commissariamento del comune di Francofonte disposto dal governo per accertati condizionamenti della criminalità organizzata avviene a conclusione di un anno di lavoro di una apposita commissione di indagine nominata dal Prefetto”, a scriverlo è il circolo del Partito Democratico di Francofonte in una nota.
“Non conosciamo il livello e il tipo di responsabilità eventualmente imputabili a amministratori o funzionari locali e rimandiamo ogni commento all’acquisizione delle motivazioni di un provvedimento così grave per l’immagine e la vita stessa della nostra comunità”.
“Non crediamo che, come forza di opposizione, sia il caso di esultare. Siamo consapevoli che i commissari che per 18 mesi reggeranno il comune si limiteranno ad una gestione prevalentemente “tecnica” delle somme iscritte nel bilancio e difficilmente potranno adottare i provvedimenti di carattere straordinario idonei a fronteggiare le gravi criticità del territorio nei vari aspetti: occupazionale, culturale, igienico e sanitario, servizi vari di competenza comunale, prospettive di lavoro per giovani, sviluppo dell’economia, sicurezza ecc…”.
“Mancherà la funzione di controllo e la spinta propositiva di competenza del consiglio comunale, insostituibile organo di partecipazione democratica. In questo contesto assolutamente preoccupante l’unica via percorribile, a nostro parere, è quella di un confronto con le forze politiche e l’intera cittadinanza tendente a costruire una alleanza basata sulla definizione di possibili soluzioni ai gravi problemi che affliggono la nostra comunità in modo da offrire, quando si tornerà a votare, una proposta politica idonea a affrontare con possibilità di successo le gravi criticità del territorio”.
“In questa direzione il Partito Democratico si è già mosso con iniziative su temi importanti. Intendiamo proseguire invitando tutti ad affrontare gli altri problemi per trovare le soluzioni più idonee. Invitiamo tutti i cittadini ad una serena e profonda riflessione su quanto sta avvenendo”.
“Ci permettiamo di suggerire agli ex consiglieri di maggioranza di evitare atteggiamenti da vittime, di assumersi le responsabilità connesse al ruolo ricoperto ed alle azioni poste in atto. Ricordiamo che la loro ultima impresa, condotta con insana esultanza, è stata lo scioglimento del consiglio comunale, evitando il confronto con l’opposizione al fine di rendere impossibile l’attività di controllo da parte dello stesso consiglio”. “Un vero e proprio attentato alla democrazia che meriterebbe, se considerato reato perseguibile, una condanna severa, ancora di più nei confronti del sindaco che l’ha progettato e “suggerito””, concludono.
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