Nella mattinata di ieri è stato convocato un consiglio comunale urgente per trattare l’unico argomento all’ordine del giorno “Variazione al bilancio di previsione 2025/27 integrata da una relazione esplicativa”. Una nuova convocazione richiesta dal Commissario regionale, nominato in tempi record, perché si votasse con consapevolezza su quanto chiaro non era stato nella precedente riunione.
“Il consiglio comunale di Francofonte ha vissuto ieri uno dei momenti più delicati della sua storia recente”, fanno sapere i consiglieri di opposizione Francesco Reale, Angela Cunsolo, Ylenia Ippolito e Giuseppe Vinci della Democrazia Cristiana e Vanessa Impeduglia e Stefano Privitelli del Gruppo Misto, Nuccio Randone e Ilaria Palermo di “Francofonte Futura”
“Nella seduta consiliare di mercoledì 26 novembre, la proposta di variazione di bilancio operata dall’amministrazione comunale è stata bocciata all’unanimità, sia dalla stessa maggioranza che dovrebbe sostenere l’attuale amministrazione che dall’opposizione. Conseguentemente all’avvenuta bocciatura, venerdì 28 alle ore 15.00 si è presentato il Commissario ad Acta, nominato con decreto assessoriale per procedere agli adempimenti consequenziali”
“Nella mattinata di ieri, consapevole della gravità della situazione istituzionale e su proposta del commissario nominato, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Vinci ha convocato d’urgenza la seduta consiliare delle ore 11.00 per tentare un ultimo passaggio: l’approvazione delle variazioni di bilancio”.
“I consiglieri di maggioranza non si sono presentati. La domanda a questo punto è doverosa: perché? Cosa si nasconde dietro questa scellerata e irresponsabile scelta? Il dato certo è che si tratta di un atto gravissimo anche alla luce della presenza di una Commissione Prefettizia Antimafia insediata per verificare eventuali condizionamenti esterni”.
“In un momento storico in cui la Commissione prefettizia antimafia è stata appena prorogata per altri tre mesi, l’assenza dell’assemblea democraticamente eletta non è solo un danno tecnico, è anche un vuoto politico e istituzionale che non possiamo ignorare”.
“Far venire meno il consiglio comunale proprio in una fase così delicata, significa sopprimere il luogo della rappresentanza elettiva”.
“Come presidente del Consiglio e come consiglieri comunali che hanno scelto di essere presenti, ribadiamo che il nostro dovere è garantire il funzionamento dell’istituzione, assumere decisioni nel merito e preservare la voce dei cittadini dentro l’aula consiliare”.
“Nonostante il tentativo di minare la democrazia, ad oggi, il consiglio comunale è nel pieno della sua funzione e continuerà ad operare nell’interesse della comunità francofontese”, concludono.
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