Il Mase, ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha comunicato la riduzione dei fondi destinati agli investimenti negli impianti offshore per la produzione di energia eolica, portandoli da 78 milioni a poco più di 38.
Il taglio è stato comunicato con una nota del direttore generale del Dipartimento Energia del Mase alle Autorità portuali del Mare Ionio e del Mare di Sicilia Orientale e all’ufficio di gabinetto del ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin.
Nella nota si legge la motivazione della decisione di ridurre gli investimenti.
“In seguito a tagli lineari subiti sui capitoli di spesa di questo ministero, si è dovuto procedere ad una rimodulazione a ribasso rispetto alle risorse inizialmente disponibili per gli interventi infrastrutturali per lo sviluppo della filiera offshore, consistenti in oltre 78 milioni di euro”.
Il direttore del dipartimento ha anche sollecitato le due Autorità portuali a “a far pervenire entro breve termine la loro adesione rispetto alla rimodulazione delle risorse, fornendo i dati circa le opere infrastrutturali, già oggetto della candidatura, che le Autorità ritengono di poter finanziare con le risorse indicate e che siano comunque funzionali agli obiettivi della normativa”.
La notizia del ridimensionamento dell’investimento in quello che è ritenuto un progetto strategico per il Paese, ma anche un passaggio fondamentale nel processo di riconversione del polo petrolchimico, ha suscitato la reazione immediata del sindaco Di Mare, che ha ribadito il ruolo strategico del porto di Augusta e chiesto il mantenimento degli impegni assunti con il territorio.
“La scelta di Augusta quale hub nazionale per l’eolico offshore rappresenta un risultato strategico per il nostro porto, per la Sicilia e per l’intero sistema Paese.
Per questo la notizia della significativa riduzione delle risorse destinate agli interventi infrastrutturali non può lasciarci indifferenti.
Se Augusta è strategica per il Paese, deve esserlo fino in fondo. I
ll finanziamento previsto per Augusta passa infatti da 49,8 a 24,3 milioni di euro.
Comprendiamo le esigenze complessive di finanza pubblica e le scelte che il Governo è chiamato ad assumere, ma ritengo necessario chiedere che questa decisione venga rivalutata e che siano individuate le risorse necessarie a ripristinare lo stanziamento originariamente previsto.
Non si tratta di difendere semplicemente un finanziamento destinato al nostro territorio.
Augusta è stata individuata dal Governo, con Taranto, come uno dei due hub prioritari italiani per lo sviluppo della filiera dell’eolico offshore.
È stata una scelta compiuta sulla base delle caratteristiche del nostro porto, della sua posizione, delle aree disponibili e delle sue potenzialità industriali e logistiche.
Ridurre oggi quelle risorse rischia di rallentare un percorso sul quale il territorio e lo stesso Governo hanno deciso di puntare. Sono certo che ci siano ancora le condizioni per intervenire e individuare una soluzione”.
Di Mare fa sapere che chiederà, assieme a tutti i rappresentanti istituzionali del territorio, che il dossier Augusta venga nuovamente valutato dal Governo e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
“Augusta non chiede un trattamento di favore.
Chiede che venga mantenuto l’impegno assunto su un progetto considerato strategico a livello nazionale.
Su questa partita dobbiamo essere tutti dalla stessa parte, perché riguarda il futuro industriale, energetico e occupazionale della nostra città, dell’intera Sicilia e dell’Italia intera”.
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