Lentini si prepara alle festività in onore della Madonna delle Grazie (25-26 aprile) e di Sant’Alfio (9-11 maggio), ma l’atmosfera è tutt’altro che serena. A scuotere l’opinione pubblica è l’ordinanza ferrea firmata dal Commissario Straordinario, il Dott. Salvatore Marco Puglisi, che impone restrizioni drastiche per garantire l’ordine pubblico.
L’ordinanza parla chiaro: divieto assoluto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcolici, stop alla distribuzione di bevande in bottiglia, divieto di spray al peperoncino e di fuochi pirotecnici non autorizzati. A completare il quadro, la chiusura precauzionale della Villa Comunale Gorgia.
Le motivazioni risiedono nei verbali del tavolo tecnico del 14 aprile: i precedenti anni avrebbero mostrato criticità legate all’abuso di alcol e all’abbandono di cocci di vetro, potenziali armi o pericoli per l’incolumità.
Una scelta di “sicurezza urbana” che però, secondo molti, rischia di trasformare la festa in un evento blindato e privo di vitalità.
Non si è fatta attendere la reazione dei cittadini. In un video diventato virale nelle ultime ore, un giovane lentinese, Mattia Pappalardo, ha dato voce all’esasperazione di molti settori produttivi.
“Sarà particolarmente triste vedere la villa chiusa, ma è ancora più brutto il divieto di vendere alcolici”, commenta Pappalardo. “Questo significa limitare fortemente l’attività economica di molti settori proprio nei giorni di grande lavoro”.
Il cuore della critica colpisce la gestione politica e amministrativa di una città definita “difficile”. Secondo Pappalardo, “queste scelte sono il riflesso di una situazione negativa che grava sulle spalle degli esercenti, già messi a dura prova, senza che vi siano forme di supporto previste per compensare le perdite”.
L’ordinanza non è solo una questione di ordine pubblico, ma diventa inevitabilmente terreno di scontro elettorale.
Con il voto alle porte, l’appello alla “riflessione critica” si sposta anche sulle responsabilità della prossima classe politica.
“È possibile garantire la sicurezza senza soffocare l’economia locale? Lentini si interroga se il proibizionismo sia l’unica strada percorribile o se, invece, non sia il sintomo di una rinuncia a gestire la complessità sociale in modo diverso”, commenta Pappalardo.
Resta da capire se queste misure eviteranno davvero i disordini degli anni passati o se, al contrario, alimenteranno un malcontento difficile da placare proprio nei giorni in cui la comunità dovrebbe riscoprire il senso della festa.
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