Secondo quanto circola da qualche settimana, potrebbe essere presentata già in questi giorni una mozione di sfiducia contro il sindaco di Lentini Lo Faro.
Dopo le dimissioni dei quattro assessori di Grande Sicilia, due mesi fa, il sindaco non ha infatti più una maggioranza nel Consiglio comunale che lo sostiene, potendo contare solo sui 3 consiglieri di Insieme in movimento che fanno capo all’assessore Efrem Sanzaro, unico gruppo al suo fianco dall’elezione ad oggi.
Il Mpa, nel frattempo diventato Grande Sicilia, era entrato a far parte dell’amministrazione a dicembre del 2023, dopo la frattura nella maggioranza e la rottura del Patto Civiicp che aveva portato all’elezione di Lo Faro l’anno precedente, di cui facevano parte Pd e M5s.
I vertici di Grande Sicilia sembravano in un primo tempo escludere la presentazione di una mozione di sfiducia contro il sindaco, come invece sollecitava la segretaria del Pd Claudia Saccà, per andare ad elezioni anticipate la prossima primavera. (leggi l’articolo)
Qualcosa dev’essere però cambiata in questi due mesi, se viene ora data per imminente la presentazione della mozione a firma dei 6 componenti del gruppo di Gs ai quali si è unito il consigliere Campisi, di L’Altra Lentini, in modo da raggiungere il tetto delle 7 firme richieste per la presentazione.
In aula la mozione sarebbe poi votata, stando a quanto si apprende, dagli altri gruppi in modo da superare il tetto dei 9 che rappresenta la maggioranza dei 16 consiglieri che compongono il Consiglio.
Di fronte alla prospettiva di elezioni già nella tornata di maggio o giugno prossimi, si è aperto il confronto sulle alleanze e le possibili candidature a sindaco, che potrebbero essere almeno tre.
Scontata quella del fronte di sinistra con Pd, M5s e Sinistra Futura, che sembrerebbero aver abbandonato l’ipotesi di una candidatura femminile per puntare sullo storico dirigente regionale del Pd ed ex assessore Enzo Pupillo, molto vicino all’ex sindaco Mangiameli.
Sul fronte opposto, dopo il riavvicinamento tra i leader di GS e FdI, Carta e Cannata, si punta all’unità del centrodestra in tutti i comuni della provincia.
Obiettivo che a Lentini sembra però difficile da raggiungere.
È improbabile infatti che il gruppo Insieme in movimento, vicino al leader provinciale della Lega Giovanni Cafeo, sostenga una candidatura espressione di chi ha combattuto l’amministrazione di cui fa ancora parte.
Più probabile che la scelta cada su una candidatura autonoma, almeno al primo turno, e in questo caso il più accreditato sarebbe lo stesso Sanzaro.
Ma tra gli altri partiti del centrodestra non mancano le tensioni.
Forza Italia avrebbe già un suo candidato in pectore, si fa il nome di Angelo Maenza, che è stato vicino al Pd e assessore nella giunta Mangiameli.
Grande Sicilia, che punterebbe a sua volta su una candidatura femminile, non ci starebbe a essere considerato l’ultimo arrivato nella coalizione.
In Fratelli d’Italia, che pure potrebbe contare sull’ex assessora Rossana Fangano e sulla possibile disponibilità del Consulente del lavoro Alfio Zarbano, è alta la preoccupazione per le tensioni tra i partner e i veti incrociati.
Il coordinatore cittadino Antonio Pino invita gli alleati ad evitare diktat e contrapposizioni e ad avviare un tavolo di confronto sereno che metta in primo piano l’unità del centrodestra.
Pino ha manifestato l’intenzione di adoperarsi fino in fondo per raggiungere il massimo dell’unità possibile dello schieramento, a condizione che la mozione di sfiducia sia presentata senza indugi e votata nel più breve tempo possibile.
Alla fine si potrebbe arrivare alla presentazione di andare più candidature, trasformando così il primo turno in una sorta di ballottaggio, per provare poi la ricomposizione dello schieramento all’eventuale turno di ballottaggio.
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