Nel Partito democratico di Lentini scoppia la polemica tra i sindaci degli ultimi 25 anni, dopo l’ingresso, in realtà un ritorno, nel partito di Saverio Bosco. (leggi l’articolo)
Ci scusiamo con i lettori per l’eccessivo uso della parola ‘sindaco’ che facciamo in questo articolo, ma curiosamente è l’appellativo che spetta ai protagonisti della vicenda che raccontiamo, per avere tutti amministrato, ovviamente in tempi diversi, la città di Lentini.
Messa da parte, per un momento, la polemica costante con l’ex sindaco Rosario Lo Faro, sfiduciato a marzo scorso, l’annuncio del rientro di Bosco, sindaco di Lentini dal 2016 al 2021, ha scosso il partito in città al punto da suscitare un attacco da parte dell’altro ex sindaco Alfio Mangiameli che ha governato la città per 10 anni, dal 2006 al 2016.
In occasione dell’annuncio del suo ritorno nel Pd Bosco si era espresso così:
“Torno ufficialmente nel Partito Democratico: non per nostalgia, ma per un impegno concreto nel presente contro populismi e nuovi ‘medioevalismi’.
Ritrovo qui i miei valori di sempre — la difesa della democrazia, dei diritti e dei più deboli — rafforzati dall’esperienza di Lentini, dalla sintonia con il lavoro del senatore Antonio Nicita per il territorio e dal legame con gli amici e i compagni di strada da oltre vent’anni come Piergiorgio Gerratana e Salvo Genovese. Per me non è un punto di arrivo, ma una nuova partenza”.
Parole che non sono state particolarmente apprezzate dall’attuale sindaco Enzo Pupillo.
“Se un nuovo ingresso nel partito porta un accrescimento e un rafforzamento nel territorio non può che essere valutato positivamente.
Ma in questo caso la segreteria provinciale avrebbe dovuto seguire gli opportuni passaggi politici.
Avrebbe dovuto confrontarsi con il circolo e con i dirigenti del Pd di Lentini, è evidente che su questa vicenda pesa una cattiva gestione da parte della segreteria…”
Ma ad essere particolarmente duro con Bosco è stato Alfio Mangiameli, da sempre legato a Pupillo da un forte rapporto politico, oltre che di amicizia.
Magiameli, in un post sul suo profilo social si è tolto qualche sassolino dalla scarpa.
“Apprendo ieri, dai social, del ritorno nel Partito Democratico di chi per anni ha denigrato il PD stesso, con l’ambizione, sostenuta da qualcuno, di candidarsi alle prossime elezioni Regionali del 2027.
Credo sia giusto ricostruire i fatti, perché in politica la memoria conta”.
Mangiameli ha ricostruito i vari passaggi del rapporto di Saverio Bosco con il Pd di Lentini.
“Nel 2011, per far perdere il candidato Sindaco uscente del PD, che ero io, lascia il Partito Democratico, aderisce a SEL e candida un suo amico.
I cittadini di Lentini non lo hanno seguito e abbiamo vinto le elezioni, confermandomi Sindaco.
Nel 2016 costituisce il movimento ORA, conducendo un’intera campagna elettorale denigrando tutti i partiti, PD compreso.
Viene eletto Sindaco. Per cinque anni punta il dito contro tutti i partiti e aderisce a Italia Viva di Renzi.
Nel 2021 perde le elezioni contro il Patto Civico, coalizione di cui il PD era parte integrante.
Da quel momento, si rifugia e scompare completamente dalla scena politica”.
Ma Alfio Mangiameli va oltre, ipotizzando una possibile candidatura che completerebbe il quadro, essendo già in corsa altri due sindaci: il sindaco di Solarino Tiziano Spada, deputato uscente che punta alla rielezione, e Giuseppe Stefio sindaco di Carlentini prossimo alla scadenza del secondo mandato.
“Oggi, ottobre 2026, a poco più di un anno dalle Regionali, ricompare. Aderendo di nuovo al PD.
Mi chiedo e chiedo al mio partito: il PD è una comunità politica che valuta la coerenza di un percorso, o è diventato un taxi su cui si sale e si scende a seconda della convenienza personale e delle poltrone disponibili?
Che rispetto c’è per i militanti, per gli elettori e per chi in questi anni ha tenuto in piedi il partito anche nei momenti più difficili e quando si perdeva?
Per quanto mi riguarda, le porte girevoli e il trasformismo in politica hanno sempre prodotto solo delusione e allontanato la gente. I cittadini meritano rispetto e coerenza”.
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