L’ex sindaco Lo Faro interviene duramente in seguito alle dichiarazioni dell’attuale primo cittadino, Enzo Pupillo, che aveva definito «catastrofica» la situazione economica ereditata.
Secondo Lo Faro, la narrazione dell’attuale amministrazione non rispecchia la realtà amministrativa e contabile degli ultimi anni, chiamando in causa le responsabilità politiche e le scelte compiute dopo le elezioni.
Al centro del dibattito c’è l’andamento del disavanzo comunale. L’ex sindaco ripercorre le tappe storiche dei conti facendo risalire la nascita del disavanzo al dissesto dichiarato dalla giunta Mangiameli e non chiuso dal sindaco Bosco, ereditato con un disvalore iniziale di circa 18 milioni di euro da ripianare.
Sempre secondo l’ex primo cittadino, l’amministrazione Lo Faro dichiara ha ridotto la cifra fino a 11,5 milioni nel biennio 2022-2023, registrando poi una risalita a 15,5 milioni nel 2024, un valore comunque inferiore a quello di partenza.
Lo Faro contesta il confronto imposto da Pupillo sul 2024, richiamando la delibera n. 31 del 18 giugno 2026 del Commissario Straordinario. Il documento evidenzia che il maggior disavanzo è legato a una diversa e corretta imputazione dei capitoli di entrata rispetto alle regole del FCDE (Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità), non applicata nei precedenti esercizi.
“Non si tratta di nuovi debiti né di una gestione sconsiderata, ma di criteri contabili differenti applicati a esercizi passati. Non si possono rivendicare i successi di quel periodo e addossare ad altri le criticità emerse dopo”, sottolinea l’ex sindaco.
Il passaggio politico più critico riguarda la mancata attivazione della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dall’articolo 243-bis del TUEL.
Lo Faro ricorda che, tramite la delibera n. 32 del 18 giugno 2026, il Comune aveva aderito alla procedura per tentare di scongiurare il dissesto, indicando una strada precisa: redigere e approvare il piano in Consiglio comunale entro il termine perentorio di novanta giorni (fine settembre).
Tuttavia, secondo l’ex primo cittadino, quel percorso è stato interrotto per una precisa scelta politica. L’atto non è mai arrivato in aula né, a quanto risulta, è stato formalmente redatto per essere sottoposto alla Corte dei Conti. La scadenza dei termini ha fatto scattare l’iter prefettizio, ma Lo Faro rimprovera a Pupillo di non aver coinvolto né la maggioranza né l’opposizione in un confronto pubblico, disattendendo il metodo del dialogo tanto sbandierato in campagna elettorale.
Infine, Lo Faro respinge al mittente l’alibi dei conti disastrosi, ricordando che Pupillo ha ricoperto per due anni il ruolo di assessore al Bilancio e conosceva perfettamente la situazione finanziaria ben prima di candidarsi.
Il rendiconto 2024, con un disavanzo di circa 14,15 milioni, era stato approvato dalla giunta uscente lo scorso 27 febbraio attraverso atti pubblici e trasparenti.
“Chi si candida conoscendo i conti si assume la responsabilità di governare in quelle condizioni” — conclude Lo Faro —. “Dire oggi che non si può fare nulla per colpa dei vincoli di bilancio equivale ad ammettere di aver chiesto la fiducia degli elettori senza un progetto reale per la città”.
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