Dopo nove anni di presidenza Nella Tranchina cambia la guida della sezione di Italia Nostra Melilli adesso presieduto da Giuseppe Immè, già vicepresidente regionale per due mandati e attuale segretario della Giunta di Italia nostra Sicilia.
Del nuovo consiglio direttivo fanno parte Tranchina nel ruolo di vicepresidente, referente Edu con delega del presidente al Cr, Licia Saraceno con la funzione di segretaria, Anna Santapaola con l’incarico di tesoriera, Mariangela Santapaola come consigliera.
Consiglieri supplenti Alberto Limoli, con delega alla Biblioteca e alle attività culturali, e Antonino Fazio, con delega cassiere.
Numerose sono state le battaglie portate avanti in questi anni dall’associazione: dalla ferma opposizione alla realizzazione e all’ampliamento di discariche nel territorio, alla difesa del paesaggio agricolo contro la proliferazione indiscriminata di impianti di energie rinnovabili su terreni agricoli, fino alle iniziative per la tutela del patrimonio storico, archeologico e ambientale dell’area iblea.
Accanto all’azione di vigilanza e denuncia, la sezione ha promosso attività di studio, incontri pubblici, convegni e percorsi educativi rivolti alle scuole, contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza civica sui temi della salvaguardia del territorio.
“I quasi due lustri di associazionismo a Melilli – dichiara Tranchina – hanno prodotto risultati straordinari con echi anche a livello nazionale, con l’ormai nota definizione di “modello Melilli”, espressione coniata dalla consigliera nazionale Liliana Gissara, e anche a livello internazionale, grazie alle relazioni scientifiche con l’équipe francese dell’École de Rome”.
Nel corso di questi nove anni, durante i quali si sono succeduti sei presidenti nazionali di Italia nostra la sezione di Melilli ha inoltre contribuito alla nascita della nuova sezione di Capo Pachino, ampliando la presenza dell’associazione nel territorio.
“È stato un periodo straordinario, difficilmente ripetibile – afferma Giuseppe Immè – ma il nuovo direttivo saprà certamente essere all’altezza delle sfide future, proseguendo con determinazione nelle attività di ricerca, promozione dei beni culturali e ambientali, valorizzazione del paesaggio e tutela del territorio”.
Docente di ruolo di Lettere, Giuseppe Immè si è laureato all’università di Catania con il massimo dei voti e la lode con una tesi in Archeologia medievale. Ha conseguito a Palermo, alla Lumsa, la specializzazione triennale in Storia dell’arte medievale e moderna e il diploma biennale in Archivistica, Diplomatica e paleografia all’Archivio di stato.
All’Istituto internazionale di studi liguri, dedicato alla memoria dell’archeologo Nino Lamboglia, ha completato il perfezionamento in Metodologia della ricerca archeologica. Ha, inoltre, conseguito due master in Archeologia subacquea (allievo di Sebastiano Tusa) e in Promozione della cultura classica, nonché il dottorato di ricerca in Storia e Filosofia.
Ha partecipato ad alcuni tra i più importanti scavi archeologici del Mediterraneo: a Cipro con Filippo Giudice, in Marocco con Francesco Tomasello, e in Libia, oltre che in Liguria, a Ventimiglia, con Daniela Gandolfi.
In Sicilia, l’archeologo Sebastiano Tusa lo volle al suo fianco per diverse indagini archeologiche, sia terrestri sia subacquee: dallo scavo di un relitto al largo di Mazara del Vallo alla realizzazione di uno dei primi itinerari subacquei siciliani per ipovedenti nel golfetto di Kalura a Cefalù, fino agli scavi nel sito elimo di Monte Polizo, a Salemi.
Studioso e organizzatore di convegni internazionali, anche in collaborazione con l’Accademia Nazionale dei lincei e l’Istituto Archeologico germanico, Immè è autore di numerose pubblicazioni scientifiche: otto curatele, due monografie, undici articoli in riviste specialistiche, trenta contributi in volumi miscellanei, oltre a circa trenta conferenze e numerose presentazioni di opere di studiosi affermati ed emergenti.
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