Alcuni cellulari sono stati ritrovati ieri all’interno delle celle di detenuti alla casa di reclusione di Noto.
Una vasta operazione dalla Polizia penitenziaria che ha coinvolto un numero consistente di agenti che hanno sequestrato i telefonini e denunciato i detenuti che li avevano all’autorità giudiziaria.
Lo segnala Salvatore Gagliani, segretario provinciale del Sappe, che parla di fenomeno allarmante e in crescita su base nazionale. Un dato preoccupante che incide sulla sicurezza interna, ma soprattutto rappresenta una minaccia sociale in quanto consente ai reclusi di mantenere collegamenti con la criminalità organizzata.
Se la criminalità si è evoluta in maniera repentina ed sofisticata, anche nel suo occultamento, questo ostacolo per Gagliani viene “surclassato tranquillamente dalla grande professionalità con cui operano tutti i poliziotti di Noto, oserei dire con una marcia in più, perché con grande esperienza visto che vi operano poliziotti con un minimo di 20 anni a anche più di 30 anni di servizio e questo dà risultati eccellenti”.
Inoltre da novembre 2024 la casa di reclusione di Noto ha visto un cambiamento radicale con l’arrivo del nuovo direttore, sia sotto l’aspetto di inserimento al lavoro, ma anche sotto un crescente aspetto di legalità e sicurezza con iniziative nuove.
“Elementi che viaggiano di pari passo con la sicurezza, ovvero si al trattamento e al reinserimento sociale, ma se sbagli paghi, un modello di carcere necessario per avere risultati mai avuti. Un binomio direi esplosivo” – conclude Gagliani che rivolge un plauso al direttore e al personale per i risultati eccellenti avuti.
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