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Noto| Furto all’interno di una abitazione di villeggiatura

Noto| Furto all’interno di una abitazione di villeggiatura
Cronaca
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Un fuoristrada in sosta davanti l’abitazione di villeggiatura di una donna di Milano al momento disabitata, fuori pronto a partire che intanto era stato caricato all’inverosimile di refurtiva, tra cui addirittura un frigorifero.

L’incremento delle pattuglie dei carabinieri nello scorso fine settimana e la collaborazione di un cittadino hanno consentito ai carabinieri della Stazione di Pachino di trarre in arresto due uomini che, la scorsa sera, hanno consumato un furto all’interno dell’abitazione di villeggiatura di una donna di Milano. Verso le 20.00 la chiamata di un cittadino ai carabinieri ha segnalato la presenza di un fuoristrada sospetto in una zona rurale, in località Maccari, di Noto. Nonostante le esigue informazioni in possesso, la centrale operativa della compagnia carabinieri di Noto (SR) ha inviato sul posto la pattuglia di Pachino (SR) che, grazie alla conoscenza del territorio, ha individuato in pochi minuti il fuoristrada segnalato. I militari dell’Arma, da posizione defilata, hanno osservato il veicolo che, in sosta di fronte una abitazione di villeggiatura, era stato caricato all’inverosimile di refurtiva tra cui addirittura un frigorifero.

Appena i carabinieri hanno impegnato il vialetto che conduce all’abitazione, due uomini sono saltati a bordo del fuoristrada in tutta fretta nel vano tentativo di guadagnare la fuga. Dopo pochi metri infatti i carabinieri della Stazione di Pachino (SR) hanno raggiunto il fuoristrada e tratto in arresto gli occupanti identificati in Ettore Roccaro 45enne di Avola e Maurizio Pomillo 30enne di Noto (SR) entrambi volti noti ai carabinieri. L’intera refurtiva è stata restituita alla legittima proprietaria mentre gli arrestati sono stati condotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari come disposto dall’Autorità Giudiziaria. I carabinieri della compagnia di Noto (SR) raccomandano di segnalare sempre la presenza di autovetture o persone sospette al numero di emergenza 112 nella consapevolezza che la “sicurezza partecipata”, ovvero il contributo di ciascuno alla sicurezza collettiva, consente all’Arma di fornire una ancor più efficace risposta alle legittime richieste di sicurezza dei cittadini.

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