Con un comunicato congiunto Ludoil Energy spa, azienda del Gruppo Ludoil, e Isab srl hanno comunicato l’entrata in esecuzione del contratto per la caricazione e la vendita di prodotti petroliferi, oltre alla prestazione dei servizi connessi e accessori, presso la Raffineria di Priolo.
Le due aziende confermano inoltre la notizia anticipata dalla stampa, (leggi l’articolo) del coinvolgimento del Gruppo Ludoil, in regime di esclusiva, in un processo di due diligence finalizzato alla valutazione di una possibile acquisizione della Raffineria di Priolo.
Ricordiamo che per “due diligence“ si intende il processo di indagine e analisi approfondita per valutare rischi, opportunità e condizioni, analizzando aspetti legali, finanziari, fiscali, strategici e ambientali.
Ludoi e Isab nel comunicato sottolineano che l’operazione si inserirebbe nell’ambito di una strategia industriale di lungo periodo, orientata alla tutela della sicurezza energetica nazionale e alla progressiva riconversione del complesso industriale verso modelli produttivi coerenti i modelli europei di transizione energetica.
“In tale prospettiva, verranno valutate evoluzioni industriali basate su produzioni da matrici alternative e a ridotta intensità carbonica, tra cui, Sustainable Aviation Fuel (SAF), Hydrotreated Vegetable Oil (HVO) e bioetanolo”.
L’operazione avviata punta quindi all’acquisizione da parte del gruppo industriale milanese guidato da Donato Ammaturo dell’intera attività di Isab srl, oggi di proprietà del fondo cipriota Goi Energy.
Ricordiamo che Isab rappresenta uno dei principali poli di raffinazione in Italia, con i due impianti di Priolo, Isab Sud e Isab Nord, che con la loro capacità di lavorazione di 20 milioni di tonnellate l’anno di greggio e un fattore di utilizzo del 60%, occupano, tra diretto e indotto, a circa 2.400 lavoratori.
L’ingresso di Ludoil nella fase di caricazione dei prodotti, ha già provocato la reazione di Lukoil Italia, fino a qualche giorno fa titolare del servizio, che ha definito la decisione di Isab, “priva di fondamento contrattuale e giuridico”.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 ore, la società sostiene che non è intervenuta alcuna risoluzione valida del contratto in essere, che resta pienamente efficace, e che non esiste alcun legittimo subentro di altri operatori nelle attività di ritiro del prodotto.
“Secondo Lukoil, tutti gli obblighi contrattuali sono stati regolarmente adempiuti, inclusi i pagamenti dovuti – tra cui un versamento di circa 29 milioni eseguito nel pomeriggio del 12 gennaio – e pertanto il contratto non può considerarsi legittimamente risolto”.
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