In merito alle reazioni suscitate dalla sentenza del Tar Catania che ha ordinato alla Regione l’istituzione del Parco degli Iblei, il Circolo “Il Carrubo” di Legambiente di Ragusa ripropone la lettera con la quale rassicurava i destinatari in indirizzo sugli effetti reali dell’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei.
La lettera, a firma dell’allora vicepresidente del Circolo, Cludio Conti, una delle figure più autorevoli dell’ambientalismo siciliano e non solo, era stata inviata a luglio del 2022 ai sindaci dei comuni di Chiaramonte Gulfi di Giarratana, Ispica, Monterosso Almo e Ragusa, al commissario straordinario del comune di Modica, al direttore della provincia di Ragusa della Coldiretti e al direttore della provincia di Ragusa della Confagricoltura.
Nella lettera si sottolineava già allora la necessità di fare chiarezza alla luce delle resistenze opposte da alcuni gruppi di interesse, ma soprattutto la diffusione di notizie false sui danni alle attività economiche, principalmente aziende agricole, derivanti dai vincoli del Parco degli Iblei.
Legambiente ripropone oggi il documento nel quale sono indicate le differenze tra l’attuale sistema di tutela, il piano paesaggistico contro il quale non si sono levate proteste, e il disciplinare del parco.
Dal prospetto che pubblichiamo in fondo a questo articolo, si evince come il sistema agricolo con il parco non ha maggiori vincoli di quanti ne abbia con il piano paesaggistico.
Il nuovo vincolo è il divieto di utilizzo dei fitofarmaci con le deroghe previste dal piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.
Si tratta di linee guida che comprendono la difesa non solo degli organismi acquatici ma anche e soprattutto la tutela dell’acqua potabile che, secondo l’ARPA provinciale, è già in parte compromessa per contaminazione chimica di origine agricola.
Nel prospetto si mettono a confronto i divieti del parco con quelli del piano paesaggistico per zone di tutela, i divieti generali (quelli del piano paesaggistico non sono esaustivi), gli interventi consentiti nel parco previa autorizzazione dell’Ente Parco e le linee strategiche del piano paesaggistico.
L’associazione ambientalista ricorda inoltre che fino all’approvazione del Piano del Parco mantengono efficacia le previsioni del PRG vigente unicamente in relazione alle aree produttive (D) ai servizi ed attrezzature ad uso pubblico ed impianti pubblici e privati di interesse urbano (zone F) agli impianti tecnologici (zone G).
Sono invece sottoposte ad autorizzazione dell’Ente parco:
- i nuovi strumenti urbanistici e quelli non definitivamente approvati alla data di entrata in vigore del decreto di istituzione, nonché le loro eventuali varianti totali o parziali
- le opere che comportano modifiche al regime delle acque
- le opere di mobilità
- le opere inerenti i servizi primari idrici ed elettrici e l’utilizzazione delle fonti energetiche rinnovabili gli interventi silvo-colturali nonché i rimboschimenti
- i piani forestali
- i piani di miglioramento fondiario
- i nuovi allevamenti zootecnici che dovranno essere condotti rispettando il benessere animale
Incentivi potranno essere previsti per l’allevamento delle razze autoctone dell’area iblea.
Leggi il prospetto completo dei vincoli e divieti

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