
Nei giorni scorsi le forze israeliane hanno intercettato in acque internazionali, tra le 250 e le 100 miglia nautiche dalla costa di Gaza, le imbarcazioni civili e disarmate della missione umanitaria Global Sumud Flotilla.
Secondo quanto ricostruito, l’operazione è avvenuta con spari e manovre di speronamento ai danni delle navi battenti bandiera italiana, prima di procedere all’abbordaggio forzato.
La denuncia è della organizzazione umanitaria, che chiede il rilascio immediato dei membri degli equipaggi della Flotilla, sequestrati e deportati nel porto israeliano di Ashdod, dove sono trattenuti in condizioni inumane e degradanti, come risulta dalle testimonianze video.
Le imbarcazioni italiane coinvolte sono 7, gli attivisti partecipanti alla missione sono stati prelevati con la forza e ammanettati sono circa 450, dei quali 30 cittadini italiani, 4 residenti in Italia e 51 persone di altre nazionalità che viaggiavano sulle stesse navi, battenti bandiera italiana.
Dopo essere stati trattenuti a bordo di una nave militare israeliana in assenza totale di comunicazioni con l’esterno, le persone fermate sono stati trasferite contro la loro volontà nel porto di Ashdod e quindi condotti in un centro di detenzione sotto il controllo delle autorità israeliane, dove si trovano tuttora.
La Global Sumud Flotilla denuncia il trattamento riservato agli attivisti dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, e segnala al garante nazionale la privazione arbitraria della libertà personale.
Persone bendate, costrette a posizioni umilianti, percosse, private di cure mediche e assistenza legale.
Un comportamento che da solo basterebbe a qualificare questi atti come trattamenti inumani e degradanti ai sensi dell’art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
I legali della Global Sumud Flotilla, hanno trasmesso una segnalazione urgente al Garante Nazionale, nella sua qualità di Meccanismo Nazionale di Prevenzione della tortura (NPM), con la quale chiedono al Garante di:
- monitorare costantemente la situazione delle persone trattenute;
- attivare un’interlocuzione urgente con il Ministero degli Affari Esteri, l’Unità di Crisi e le autorità consolari italiane in Israele;
- richiedere informazioni su condizioni materiali di detenzione e status giuridico;
- sollecitare un accesso effettivo a difensori di fiducia e a cure mediche indipendenti;
- attivare canali di cooperazione con altri NPM europei, il Sottocomitato ONU per la Prevenzione della Tortura (SPT) e il CICR.
La Global Sumud Italia chiede inoltre al governo italiano una condanna chiara dell’operazione militare in acque internazionali, il rilascio immediato di tutti i trattenuti e l’apertura di un’indagine indipendente sui trattamenti subiti.
All’Unione Europea viene chiesta l’adozione di sanzioni mirate contro Israele per le violazioni del diritto internazionale, a partire dalla sospensione dell’Accordo di associazione e dall’interruzione dei rapporti diplomatici e commerciali fino al ripristino del rispetto dei diritti fondamentali.
GUARDA IL VIDEO (dal Quotidiano Nazionale)
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