Non fa passi indietro Carlo Calenda nella sua polemica contro la Sicilia e le istituzioni regionali.
Sabato scorso, il presidente della regione Schifani aveva abbandonato polemicamente la convention Azzurra Libertà, la tre giorni dei giovani di Forza Italia in corso a San Benedetto del Tronto in provincia di Ascoli Piceno, dopo che il leader di Azione aveva pronunciato una frase contro la Sicilia. (leggi l’articolo)
“La Sicilia è da affondare”, questa la frase incriminata, alla quale il presidente Schifani aveva reagito.
“Calenda ha offeso la Sicilia, un comportamento assurdo da parte di un ospite, lui era a casa mia in quel momento”.
Ieri, nel corso di una conferenza stampa a Palermo, il senatore eletto in Sicilia nella lista “Azione – Italia viva – Calenda”, è tornato sulla vicenda.
“Schifani dice che ho offeso la Sicilia? A offenderla è il modo in cui lui gestisce le nomine di società che dovrebbero fare il bene dei siciliani, usate come scambio per il tesseramento di Forza Italia, i siciliani devono liberarsi da questo giogo.
Schifani pensa di essere dio, come Luigi XIV in Francia”.
Alla conferenza stampa era presente anche il deputato regionale Ismaele La Vardera, leader del movimento Controcorrente.
Calenda ha attaccato l’Assemblea regionale Siciliana e ha parlato dell’abolizione del voto segreto.
“All’Assemblea Regionale Siciliana c’è il voto segreto che non c’è in alcun altro consiglio regionale.
Mi associo alla proposta del deputato La Vardera di abolirlo, una barbarie che consente ai deputati di esercitare un indebito ricatto sul lavoro della giunta.
Qui ci sono scandali che non ci sono altrove.
L’opposizione rinunci alle mancette, faccio appello a Conte e Schlein.
I siciliani hanno bisogno – ha anche detto – che lo Stato si occupi direttamente di loro perché l’Assemblea regionale siciliana non lo fa, come dimostrano le nomine che servono solo a piazzare chi non è stato eletto. Sono scene vergognose e indegne”.
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