Nel Campo largo si moltiplicano le ipotesi di candidature alle elezioni regionali del prossimo anno.
Se Ismaele La Vardera è ormai in campagna elettorale per la presidenza della Regione, le altre componenti della coalizione frenano e invitano ad una riflessione per ampliare lo schieramento quanto più possibile.
Nel corso della Festa dell’Unità a Villarosa, durante un confronto con Cateno De Luca, moderato dalla giornalista Rai Lidia Tilotta, il sindaco di Enna Mirello Crisafulli ha lanciato la candidatura alla presidenza della Regione del leader di Sud chiama Nord.
Il ragionamento di Crisafulli è semplice e al tempo stesso audace: si vince solo se si va oltre il consenso storico.
“Adesso bisogna avere il coraggio di andare oltre il centro sinistra storico.
Che cosa significa?
Per me significa che Cateno De Luca deve essere candidato a presidente della Regione siciliana. Così si rompe lo schieramento opposto.
Non facendo finta di volere la rottura dello schieramento opposto per poi vedere.
Non si può ottenere con una scelta coraggiosa? Bene, lo si fa con le primarie.
Perché? Perché è l’unico che può portare voti che non sono del centrosinistra.
E se spostiamo voti che non sono del centrosinistra, facciamo una somma tale da metterci in condizione di vincere”.
Ma in campo c’è già la candidatura del leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, che proprio oggi ha lanciato la sua campagna di poster “Fuori i mercanti dal tempio, Ismaele presidente”.
Il deputato regionale chiarisce come il riferimento biblico ai ‘mercanti del tempio’ abbia un significato drammatico in Sicilia.
“Gesù entrò nel tempio per scacciare i profittatori. La nostra regione è un tempio sacro, bistrattato, violentato e distrutto. Dobbiamo salvarla. E ci riusciremo”.
La Vardera di fare un passo quantomeno di lato sembra non voler neppure sentire parlare.
In un’intervista a LiveSicilia ha detto di non potere aspettare perché “vorrebbe dire tradire quanti credono nel percorso che stiamo facendo. E sono tanti”.
“Lanciamo appelli da un anno. Ora è arrivato il momento in cui devo iniziare la mia campagna e mollare gli ormeggi. Non posso aspettare e non possiamo aspettare, perché nel campo largo c’è confusione. Abbiamo l’opportunità di mandare a casa questa destra nociva. C’è una discussione in atto, lo so. Si parla di candidato scelto, di primarie…
Non chiudo le porte, sono sempre pronto a sedermi a un tavolo, partecipo ai dibattiti, ma siamo in grave ritardo. Da ottobre comincerò a girare per la Sicilia. Non possiamo permetterci l’inerzia.
Sono disposto a discutere, ma non mi lascio imbrigliare e porto avanti il nostro progetto”.
Mentre si aspetta il nome del candidato che il Partito democratico proporrà alla coalizione, come anticipato dal segretario regionale Anthony Barbagallo, i due co-portavoce di Avs, Pierpalolo Montalto e Fabio Giambrone, invitano La Vardera a dialogare con gli alleati e alla coalizione di non poerdere altro tempo.
“Caro Ismaele da soli non si va da nessuna parte ma il campo progressista la deve smettere di perdere tempo.
Questo è l’unico commento che ci viene da fare dopo aver letto l’ennesima intervista con la quale, ancora una volta, viene annunciato l’inizio della campagna elettorale per la candidatura a Presidente della Regione Siciliana di Ismaele La Vardera”.
Montalto e Giambrone lanciano una stoccata a De Luca e indicano le primarie come la via da seguire per la scelta del candidato.
“I numeri parlano chiaro: per sconfiggere il centrodestra il campo progressista deve essere unito.
La realtà ci pare evidente: per essere uniti, davanti a più legittime candidature, le primarie sono l’unica strada possibile!
Smettiamola quindi con gli annunci roboanti, le fughe solitarie in avanti, le attese ‘strategiche’ ma in realtà inutili e irresponsabili e con i corteggiamenti a forze politiche o singoli esponenti, che vogliono solo alzare il prezzo per un’alleanza con il centrodestra e che sono in perenne trattativa elettorale”.
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