I dati pubblicati dall’Istat sulla natalità confermano il calo delle nascite in Italia, che in Sicilia è ancora più marcato.
In Italia nel 2025 sono nati 355.772 bambini, oltre 14 mila in meno rispetto all’anno precedente, con un calo del 3,8%.
Nascono 6 bambini per ogni 1.000 abitanti e il 44,1% al di fuori del matrimonio
Dal 2008, anno nel quale si è registrato il numero massimo di nati vivi degli anni Duemila, oltre 576mila, quasi 10 nati ogni 1.000 abitanti, il calo è pari al 38,3%, per una riduzione complessiva di oltre 220mila unità.
L’Istat comunica anche che secondo i primi dati provvisori relativi al periodo gennaio-luglio 2026, le nascite continuano a diminuire, sebbene meno intensamente in confronto al calo registrato nell’anno precedente.
Nei primi sette mesi dell’anno i nati sono pari a 196.864, circa 2mila in meno (-1,1%) rispetto allo stesso periodo del 2025 (198.975 nati).
Il numero medio di figli per donna raggiunge un nuovo minimo: nel 2025 è pari a 1,14, era 1,18 nel 2024.
La stima provvisoria relativa al periodo gennaio-luglio 2026 evidenzia una fecondità pari a 1,13.
La fecondità delle donne laureate è più bassa, con 1,09 figli per donna, e tardiva, età media al parto di 34,9 anni, rispetto a quella delle donne in possesso di licenza media che è di 1,58 figli e 29,7 anni.
Il calo delle nascite, oltre a dipendere dalla bassa propensione ad avere figli, 1,14 figli in media per donna nel 2025 in Italia, 1,22 in Sicilia, è causato dalla riduzione nel numero dei potenziali genitori, appartenenti alle sempre più esigue generazioni nate a partire dalla metà degli anni Settanta, quando la fecondità cominciò a diminuire, scendendo da oltre 2 figli in media per donna al valore di 1,19 del 1995.
Nel 2025 continuano a diminuire sia i primogeniti sia i figli di ordine successivo al primo. I primi figli, pari a 174.842, calano del 3,7%, i secondi figli (127.479) del 4,8% mentre i figli di terzo ordine e più (53.451) del 2,1%.
Il calo dei primi e secondi figli è più intenso nel Mezzogiorno: i primogeniti diminuiscono del 5,3% (contro -2,3% nel Nord e -3,9% e nel Centro) e i secondi figli del 5,5%
(-4,3% nel Nord e -4,6% e nel Centro).
Quanto osservato nel 2025 è in linea con la tendenza in atto dal 2008 in poi, quando accanto alla diminuzione dei nati del secondo ordine (-41,1%) si avvia anche una rilevante riduzione dei primi figli (-38,6%).
Il ritardo delle nascite continua a essere più marcata nel Centro e nel Nord, dove l’età media al parto è rispettivamente pari a 33,1 e 32,8 anni. Segue il Mezzogiorno con 32,4.
Basilicata, Sardegna e Lazio sono le regioni cui spetta il primato dell’età media al parto più elevata (33,6 nella prima e 33,2 anni nelle altre due), mentre la Sicilia è ancora la regione con le madri più giovani, 31,8 anni nel 2025, in lieve aumento rispetto al 2024.
Il 7,3% dei nati ha ricevuto nel 2025 il doppio cognome, sia del padre sia della madre, era il 6,7% nel 2024.
In Sicilia la contrazione delle nascite è ancora più marcata.
I nati nel 2025 sono stati 32.179, il 4,4% in meno del 2024, quando erano nati 33.660 bambini.
In Sicilia nel 2025 sono nati 7 bambini per ogni 1.000 abitanti, contro gli 11 morti ogni 1.000 abitanti.
Il calo più marcato si è registrato nella provincia di Agrigento con il 7,6% delle nascite in meno rispetto all’anno precedente, mentre Trapani è l’unica provincia in controtendenza, con lo 0,4% di nati in più rispetto all’anno precedente.
Riportiamo il dettaglio dei nati per ciascuna provincia, con il confronto con l’anno precedente.
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