È nato “Sindaci d’Italia”, un progetto che vuole mettere assieme amministratori locali dei diversi schieramenti, per dare rappresentanza ai territori.
Lo statuto di quello che molti considerano già un partito politico, è stata sottoscritto ieri, giorno di San Francesco, proprio ad Assisi.
La presentazione pubblica oggi a Roma nella sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro.
Numerosi i sindaci siciliani presenti all’evento, tra loro non poteva mancare il sindaco di Taormina Cateno De Luca, con lui Paolo Amenta, (il secondo da sinistra nella foto di copertina), sindaco di Canicattini Bagni e presidente dell’Anci Sicilia, che è uno dei fondatori del nuovo soggetto politico.
Amenta, con un passato in Alleanza Nazionale, è stato un esponente di primo piano del Pd siracusano, di cui è stato anche presidente dell’assemblea provinciale.
Con loro c’era il sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo, che dopo aver transitato per diverse formazioni politiche, penultima la Dc, è ora approdato a Sud Chiama Nord.
“Partire da Assisi, da un luogo in cui si arriva e poi si parte, è stato importante”, ha dichiarato Ernesto Magorno, il presidente del nuovo soggetto, all’agenzia LaPresse.
“Vogliamo ridare voce ai cittadini, ai sindaci, agli amministratori locali. Non vogliamo più delegare perché vogliamo essere ascoltati in questi ultimi anni si è spenta la voce dei sindaci e dei territori, non perché questa non ci fosse, ma perché non veniva ascoltata”,
Per quanto riguarda i riferimenti, li chiarisce lo stesso Magorno.
“Il cattolicesimo democratico dal quale parte don Luigi Sturzo, centrava una questione concreta: che sono i comuni, le fondamenta della nostra democrazia e della nostra Repubblica e quindi del nostro paese, per rimettere al centro delle politiche e dei governi del nostro paese i territori, i comuni, i cittadini”.
La prima assemblea nazionale di quello che dovrebbe essere un partito, si svolgerà a Roma il 26 e 27 ottobre.
Paolo Amenta, uno dei fondatori, sottolinea il valore dell’iniziativa.
“Vogliamo essere rappresentati, non vogliamo più delegare niente a nessuno.
Praticamente i comuni oggi vengono considerati periferie dello Stato, ma i comuni sono il cuore pulsante dello Stato”.
A portare i suoi saluti oggi c’era anche l’onorevole Giuseppe Soriero, presidente dell’Associazione ex Parlamentari della Repubblica, che ha posto il tema della partecipazione elettorale.
“Ci troviamo dinanzi a una crisi democratica senza precedenti, a un allontanamento dalla politica e dalle istituzioni di tanta gente che non va più a votare.
Il lancio di ‘Sindaci d’Italia’ diventa un salvagente, il cittadino non è chiamato a delegare, ma a essere protagonista assieme agli amministratori che rappresentano il territorio di una proposta positiva che scuota il parlamento e ricrei fiducia nella possibilità di cambiare”,
Secondo alcuni osservatori politici ‘Sindaci d’Italia’, che si dice sia particolarmente vicino a Fratelli d’Italia, potrebbe diventare una gamba del centrodestra, nell’operazione di contenimento del movimento di Vannacci.
Il modello sembra essere quello del movimento ‘Centocittà’, il cartello politico formato da sindaci di centrosinistra, che fu uno degli elementi fondanti di quello che sarebbe stato l’Ulivo.
Allora tra i sindaci aderente al movimento che fu ironicamente definito da Giuliano Amato ‘Centoèadelle’, c’erano sindaci di primo piano come Massimo Cacciari, Francesco Rutelli, Enzo Bianco e Maurizio Fistarol.
Centocittà, sotto la guida di Romano Prodi, divenne, assieme a Italia dei Valori di Antonio Di Pietro il partito Democratici e poi La Margherita.
Ovviamente è ancora presto per capire se la storia si ripeterà all’altro capo dello schieramento rispetto a 20 anni fa, lo diranno i prossimi mesi, ma qualche elemento che lo lascia pensare di certo c’è.
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