Il Sias, Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano, ha definito la tempesta Harry una tra le più violente degli ultimi decenni al Sud Italia e in Sardegna, ed ha fornito alcuni dati sull’evento.
Le precipitazioni in Sicilia hanno raggiunto il massimo di 523 mm a Fondachelli, tra i monti Peloritani e i Nebrodi, in provincia di Messina.
Imponenti le nevicate oltre i 1700 m sull’Etna, dove sono caduti circa 110 cm di neve fresca al Rifugio Citelli, con spessore massimo al suolo intorno a 120 cm.
Ma il dato forse più significativo del ciclone appena passato, è stato il vento che ha provocato le devastanti mareggiate nel Canale di Sicilia e nel litorale ionico.
Il 20 gennaio è stata la giornata più ventosa su scala regionale dall’inizio delle misure della propria rete automatica nel 2002, superando ampiamente i maggiori eventi precedenti, incluso l’evento del 10 marzo 2012, causato da quel ciclone Athos rimasto nella memoria per i gravi danni procurati all’agricoltura.
La velocità media giornaliera di 19,5 km/h, benché solo cinque stazioni abbiano registrato dei record locali di massima velocità del vento, come Calascibetta nell’Ennese dove sono stati toccati i 107 km/h.
La raffica più elevata sull’isola è stata misurata a Novara di Sicilia, sui rilievi messinesi, con 130 km/h, pur senza superare il primato locale del 12 novembre 2019 di 188 km/h.
“L’eccezionalità del dato, più che nell’intensità del vento, sta nella sua persistenza praticamente per l’intero giorno, unitamente alla sua distribuzione territoriale che, pur se disomogenea, ha interessato tutte le aree della regione.
È interessante notare anche che nella classifica dei primi otto eventi è presente anche il primo dei due giorni in cui è stato attivo il ciclone, il giorno 19, a sottolineare non solo l’intensità ma anche la lunga durata dell’evento.
Interessante anche notare che molti dei principali eventi non sono associati a cicloni mediterranei ma sono stati comunque relativamente frequenti in anni recenti.
Anche nel caso della velocità del vento è molto arduo fare considerazioni per i decenni precedenti a quelli con dati disponibili e diffusi sul territorio”.
“Tuttavia di questo evento si può certamente affermare che ha rivestito carattere di eccezionalità per gli ultimi 25 anni, al di là dei gravi impatti osservati”,
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