L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato la legge sulle variazioni di bilancio della Regione.
Si tratta di un provvedimento importante che, accanto ad alcune misure strutturali, contiene la distribuzione del Fit, il Fondo per gli Interventi Territoriali, erede della contestata Tabella H, di fatto le cosiddette “mancette”:
Una distribuzione, quella delle “mancette” indubbiamente condizionata dal clima preelettorale, con i diversi deputati impegnati a dirottare risorse verso il proprio territorio di riferimento.
Il quotidiano La Sicilia ha pubblicato l’elenco dei Comuni maggiormente beneficiari degli interventi del Fit.
Nell’elenco figurano 19 comuni a cui è destinato quasi il 42% del Fondo che complessivamente ammonta a circa 174 milioni.
A fare parte del leone è Catania, con oltre 10 milioni e 700 mila euro, seguito dal Libero Consorzio di Ragusa.
Nell’elenco figurano Paternò, paese del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, Ribera il cui sindaco è Carmelo Pace, capogruppo della Dc,), Modica, città d’origine del potente della Dc Ignazio Abbate, Gela e Niscemi, città che stanno a cuore al leader del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola ma anche a Grande Sicilia, e Rosolini il paese di Riccardo Gennuso di Forza Italia.
Il disegno di legge approvato, denominato “Coesione e crescita”, è una manovra che vale complessivamente circa 1,4 miliardi di euro e che, come sostiene il presidente della Regione Schifani, mobilita risorse a sostegno delle imprese, delle famiglie e degli enti locali, oltre a finanziare numerosi interventi strategici per lo sviluppo della Sicilia.
La legge approvata contiene un articolato insieme di misure per contrastare gli effetti del caro carburante nei diversi settori produttivi, per agevolare l’accesso al credito di imprese e famiglie, per sostenere l’agricoltura e la pesca, per rafforzare i servizi sociali e finanziare gli investimenti degli enti locali, oltre a interventi per il settore idrico e il completamento della rete impiantistica regionale dei rifiuti.
Per il settore agricolo, sono previsti ulteriori 20 milioni di euro per contrastare il caro carburante, che si aggiungono ai 10 milioni già stanziati, portando a 30 milioni la dotazione complessiva dell’intervento.
50 milioni di euro sono destinati al comparto cerealicolo e 16 milioni al settore della pesca.
Delusi gli agricoltori, che ritengono insufficiente lo stanziamento di 50 milioni a fronte dei 174 destinati al Fit.
Il Comitato agricoltori siciliani ha inviato una lettera aperta alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, denunciando le scelte dell’Ars, secondo loro orientate a fini elettorali piuttosto che a risolvere i problemi degli agricoltori provocati dal caro carburante.
Iscriviti al Canale WhatsApp di Webmarte TV in modo semplice e veloce.
Clicca qui per entrare nel canale e quindi premi il pulsante in alto a destra “Iscriviti”.
Non riceverai notifiche, ma potrai consultare i nostri articoli aggiornati quando vorrai












