Ottocento anni dopo la morte di San Francesco d’Assisi, il suo messaggio continua a parlare al presente e a interrogare la società contemporanea.
In occasione dell’Ottavo Centenario del Transito del Poverello d’Assisi, l’Ordine Francescano Secolare di Sicilia rivolge un messaggio alla Chiesa siciliana, alle Famiglie francescane, alle autorità civili e militari e a tutti gli uomini e le donne della terra di Sicilia.
Era la sera del 3 ottobre 1226 quando Francesco concluse alla Porziuncola il suo cammino terreno. Da allora sono trascorsi otto secoli, segnati da profonde trasformazioni sociali, culturali e storiche. Eppure, sottolinea il messaggio, Francesco non è rimasto confinato nelle pagine della storia.
La sua figura continua infatti a essere un punto di riferimento per la Chiesa e per la società, anche oltre i confini della fede cristiana. Pace, dignità della persona, giustizia, fraternità, bene comune e cura del Creato sono alcuni dei temi sui quali la sua testimonianza continua a suscitare riflessione.
Al centro, però, resta la sorgente della sua esperienza: Cristo e il Vangelo. È proprio dall’accoglienza radicale del Vangelo, ricorda l’Ordine Francescano Secolare di Sicilia, che nascono alcuni dei gesti e delle scelte che hanno segnato la vita di Francesco: l’abbraccio al lebbroso, la scelta della povertà, l’incontro con il Sultano, la ricerca della pace e quello sguardo rinnovato sull’uomo e sulla natura.
Ricordare Francesco, dunque, non significa soltanto celebrare una figura del passato, ma lasciarsi interrogare dal suo esempio in un presente ancora attraversato da guerre, disuguaglianze, solitudini e ferite inflitte al Creato.
«Francesco non ha bisogno di essere reso attuale: lo è già», afferma il messaggio della Fraternità Regionale di Sicilia “Immacolata Concezione” dell’Ordine Francescano Secolare.
Nel centenario, l’auspicio rivolto alla Chiesa è quello di avere «il coraggio dell’incontro»; a chi ricopre responsabilità nella vita pubblica viene affidato l’impegno a custodire la dignità della persona e il bene comune; alle comunità viene chiesto di ricostruire legami e alle nuove generazioni di consegnare una terra custodita e un mondo nel quale la pace possa ancora essere possibile.
È un invito che coinvolge tutti e che trova la sua sintesi nello sguardo di Francesco: riconoscere nell’altro un fratello, considerare il Creato un dono e scegliere la pace come una strada da percorrere insieme.
Il messaggio, firmato a Favara dal ministro Regionale dell’Ordine Francescano Secolare di Sicilia, si conclude con il saluto francescano che attraversa da secoli la tradizione dell’Ordine: «Il Signore vi dia pace!».
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