Il caldo dell’estate non ferma la politica, tanto più che si avvicinano le scadenze elettorali del prossimo anno quando si voterà per il rinnovo del Parlamento nazionale e dell’Assemblea regionale Siciliana.
C’è movimento soprattutto tra le formazioni moderate del centrodestra.
Da tempo i sondaggi segnalano la difficoltà di Democrazia cristiana, Grande Sicilia e Lega, a superare la soglia del 5% su base regionale che consente di partecipare alla attribuzione dei seggi all’Ars.
Se Dc e Lega hanno già reso noto che è avanzato un progetto per la presentazione di liste comuni, Grande Sicilia, che ha un forte consenso elettorale in alcune province ma non in altre, potrebbe ora diventare protagonista, assieme a Sud chiama Nord di Cateno De Luca e ad altre forze moderate, della costruzione di un polo autonomista.
Qualche giorno, nel corso di un incontro a Scoglitti con gli attivisti ragusani e nisseni del suo partito, Raffaele Lombardo ha lanciato un appello alle forze moderate.
“Assumiamoci l’onere come Mpa-Grande Sicilia di promuovere un confronto tra autonomisti, cristiano-democratici, centristi, civici, moderati, meridionalisti, per redigere un programma essenziale di obiettivi per la Sicilia, per svolgere un ruolo decisivo sulla scelta del candidato a Presidente della Regione, per eleggere alcuni portavoce nel Parlamento di Roma”.
Il suo appello è stato raccolto dal leader di Nord chiama Sud Cateno De luca, nel corso della presentazione del percorso “Governo di Liberazione”, nel corso del quale ha definito i pilastri di quello che dovrà essere un programma di governo autonomista (una Sicilia libera dalla schiavitù romana), civico (una Sicilia al di sopra dei partiti) e progressista (una Sicilia che rompa con la conservazione stagnante e abbia finalmente le carte in regola per essere protagonista).
“Ho letto con attenzione l’appello lanciato da Raffaele Lombardo sulla necessità di promuovere un confronto tra le aree centriste, autonomiste, civiche e meridionaliste.
Come ho sempre detto, noi di Sud chiama Nord non ci sottraiamo al confronto, se costruttivo e propedeutico a creare un’alternativa seria al fallimentare governo Schifani”.
De Luca, che non si sente vincolato al centrodestra, ha detto di accogliere con soddisfazione l’iniziativa lanciata da Raffaele Lombardo, a condizione che qualsiasi percorso condiviso porti a un netto rinnovamento della classe dirigente siciliana.
“Per noi il confronto può avvenire solo con forze politiche che abbiano davvero le ‘mani libere’ e piena autonomia dai diktat dei salotti romani: è l’unico modo per dare credibilità a un blocco libero e autorevole, in grado di avviare trattative a 360 gradi”.
Forte del ruolo di ago della bilancia della politica siciliana, che gli attribuiscono gli ultimi sondaggi, De Luca ha ribadito la necessità di dialogare con tutti gli schieramenti.
“Da leader di un movimento post-ideologico che ha già dimostrato alle ultime amministrative di saper dialogare con tutti – facendo accordi basati sui programmi e ottenendo risultati sia col centrodestra, sia col centrosinistra, sia correndo in solitaria – non posso partecipare a un’iniziativa confinata a una sola area politica.
Serve la capacità e la libertà di dialogare a 360 gradi per costruire un polo autonomista, civico e progressista pronto, già domani, a staccare la spina al governo Schifani”.
Cateno De Luca ha anche sottolineato che il suo partito ha già due parlamentari nazionali e che viene attestato dai sondaggi all’1,5% su scala nazionale con i soli voti della Sicilia.
Si è detto pronto ad accogliere nuove realtà con l’obiettivo di alimentare una strategia nazionale a trazione meridionalista e autonomista, sempre più determinante a Roma per difendere le istanze dei siciliani e del meridione.
Soddisfatto Raffaele Lombardo della volontà di confrontarsi espressa anche dal segretario regionale dell’Udc Decio Terrana.
“Prendiamo atto della volontà di confrontarsi e di tentare di costruire un “fronte per la Sicilia” espressa da Decio Terrana e da Cateno De Luca.
Dell’Udc nel 2003 fui segretario regionale, altri tempi, altri uomini, altri contesti.
Ho apprezzato che Terrana cerchi con tenacia le ragioni dello stare insieme.
De Luca è un bravo amministratore e crede e si batte per l’Autonomia da sempre. E ci sono altri interlocutori interessati.
Gli argomenti sono tanti e impegnativi, il denominatore comune è il programma per la Sicilia, affidato ad una classe dirigente all’altezza dei problemi e delle prospettive e sempre fedele alla nostra terra”.
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