Augusta, sede del più importante polo petrolchimico italiano, continua a fare i conti con un paradosso che pesa su cittadini e imprese: nonostante la presenza degli impianti di raffinazione e i minori costi logistici, il prezzo dei carburanti resta tra i più elevati d’Italia.
A riportare l’attenzione sulla questione è Paolo Amato, commissario cittadino di Forza Italia, che ha inviato una lettera al vicepremier e segretario nazionale del partito Antonio Tajani, al commissario regionale Nino Minardo e al segretario provinciale Corrado Bonfanti, chiedendo l’apertura di un confronto politico per individuare interventi capaci di contenere il costo di benzina e gasolio.
Amato pone l’accento sul fatto che, la situazione internazionale continui ad alimentare i rincari.
La chiusura dello Stretto di Hormuz e le tensioni geopolitiche in diverse aree del mondo hanno infatti determinato un nuovo aumento dei prezzi dei prodotti energetici, con il diesel che ha ormai superato la soglia dei 2,15 euro al litro.
Un incremento che, osserva il commissario azzurro, si riflette inevitabilmente sul costo dei trasporti, sull’inflazione e sul potere d’acquisto delle famiglie, con effetti particolarmente pesanti per i nuclei economicamente più fragili.
Il rappresentante di Forza Italia evidenzia inoltre la contraddizione rappresentata proprio da Augusta, dove la presenza del polo industriale non si traduce in alcun vantaggio per i consumatori locali.
Nella sua analisi richiama anche i recenti risultati economici comunicati da Isab, che ha annunciato il superamento della fase di crisi grazie all’incremento della produzione e degli utili, in un contesto che continua a favorire le grandi compagnie petrolifere.
Da qui la richiesta di valutare interventi immediati all’interno della maggioranza di Governo.
Tra le ipotesi avanzate da Amato figura la rinuncia al maggior gettito Iva derivante dall’aumento del prezzo dei carburanti, una quota aggiuntiva che definisce una sorta di “Iva mascherata”.
Secondo il commissario cittadino di FI, si tratta di risorse non preventivate nei conti pubblici che potrebbero essere destinate ad alleggerire il peso dei rincari senza compromettere gli equilibri di finanza pubblica.
Nella lettera trova spazio anche il riferimento alle recenti iniziative dell’Unione europea. Paolo Amato ricorda infatti che il 10 giugno 2026 la Commissione europea ha adottato le prime strategie dedicate alle isole e alle comunità costiere, prevedendo la possibilità di introdurre agevolazioni fiscali sui prodotti energetici per i territori penalizzati da condizioni geografiche particolari.
Per la Sicilia, conclude, si tratta di un’opportunità da cogliere, anche alla luce del costo dell’insularità, stimato in circa 6,5 miliardi di euro l’anno.
Un tema che, secondo il commissario di Forza Italia Augusta, dovrebbe essere affrontato facendo leva anche sul principio di insularità inserito nell’articolo 119 della Costituzione, con l’obiettivo di ottenere misure straordinarie a sostegno dell’economia regionale e delle famiglie.
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