Suscita emozione e polemiche il caso della bambina di sette anni originaria della Costa d’Avorio, di cui il Tribunale dei minori ha disposto il trasferimento presso una famiglia ponte per poi affidarla alla madre biologica, rintracciata dopo alcuni anni.
Il trasferimento è stato disposto nonostante la bimba continui a manifestare con forza e in ogni modo il desiderio di rimanere con il nucleo familiare presso il quale vive stabilmente a Siracusa da oltre quattro anni.
La vicenda ha suscitato emozione e forti perplessità anche nel mondo politico.
La senatrice Daniela Ternullo, vice presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia e componente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, ha presentato una interrogazione ai Ministri della Giustizia, dell’Interno, della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità, del Lavoro e delle Politiche Sociali per fare piena luce su quanto accaduto.
“Una vicenda che, per le modalità con cui si sarebbe svolta, solleva interrogativi gravi e non eludibili.
Nella fattispecie, per fare luce sul trasferimento della bambina, da un nucleo familiare presso il quale vive stabilmente da anni verso una famiglia ponte prima e la madre biologica dopo, alla presenza delle forze dell’ordine e in un contesto che, secondo quanto segnalato, avrebbe prodotto una situazione di forte sofferenza emotiva”.
La senatrice sottolinea come la bambina abbia vissuto per anni in un contesto familiare stabile, sviluppando legami affettivi profondi.
“Proprio per questo, ogni decisione che la riguarda deve essere assunta e attuata nel pieno rispetto del suo equilibrio psicologico ed emotivo, evitando forzature, accelerazioni o, peggio, modalità coercitive che possano arrecare traumi.”
“Dalle informazioni emerse il tentativo di trasferimento sarebbe avvenuto con tempistiche estremamente ristrette, senza un adeguato percorso di accompagnamento e senza il necessario supporto psicologico.
Circostanze che, se confermate, rischiano di porsi in contrasto con i principi fondamentali sanciti dalla normativa nazionale e dalle convenzioni internazionali a tutela dei minori.”
“La nostra posizione è chiara: il superiore interesse del minore deve sempre prevalere su ogni altra valutazione. È un principio cardine che deve guidare l’azione della magistratura, dei servizi sociali e di tutti gli operatori coinvolti.
Lo Stato deve essere sempre percepito come presenza che protegge, non come elemento che genera paura o disorientamento nei più piccoli”.
Sul caso è intervenuto anche il presidente del gruppo parlamentare alla Camera di Italia Viva, che ha presentato una interrogazione ai Ministri della Giustizia e della Salute, per effettuare tutte le verifiche necessarie per garantire la tutela della minore.
Faraone ha anche chiesto una sospensione ed una successiva modifica del provvedimento di attuazione del trasferimento e di valutare le conseguenze di quanto accaduto.
“Ho chiesto in particolare di effettuare tutte le verifiche necessarie per garantire la tutela della minore, anche attraverso una sospensione ed una successiva modifica del provvedimento di attuazione del trasferimento e di valutare le conseguenze di quanto accaduto nei giorni scorsi, giorni in cui la piccola ha dovuto affrontare lo stress dei tentativi di trasferimento a cui ha reagito barricandosi in auto.
Credo che sia fondamentale comprendere se è veramente ammissibile violare ‘il supremo interesse del minore’ ed il suo diritto alla continuità affettiva con provvedimenti repentini e definitivi.
Il grido di questa bambina, che gli esperti hanno sempre descritto come dotata di intelligenza sottile, non può essere ignorato, così come non può essere ignorato il suo desiderio, del tutto legittimo, indipendentemente dal ricongiungimento con la madre biologica, di mantenere nella sua vita anche coloro che per anni hanno rappresentato il suo unico punto di riferimento affettivo e genitoriale e grazie ai quali ha ritrovato la serenità che la vita le aveva tolto”.
“L’obiettivo dovrebbe essere quello di tutelare i minori, non di creare altri traumi, rendendo per altro ‘nemiche’, agli occhi dei piccoli, le figure di operatori e forze dell’ordine che devono attuare i provvedimenti emanati e che invece lavorano incessantemente per essere figure di riferimento e sicurezza. Per questo ho anche chiesto di adottare iniziative normative o di indirizzo affinché, nei casi di affido prolungato, venga data la giusta attenzione alla stabilità affettiva del minore e al principio di continuità relazionale, limitando e mitigando interventi che possano essere vissuti dai minori come ulteriori distacchi traumatici.”
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