Profondo cordoglio ad Augusta e in tutto il territorio siracusano per la scomparsa di Antonio Gelardi, già direttore della Casa di reclusione di Augusta, venuto a mancare ieri dopo essere stato colto da un malore durante una passeggiata a Siracusa.
La sua morte lascia un vuoto incolmabile tra i familiari e tra le tante persone che lo hanno conosciuto, stimato e apprezzato per le sue qualità umane e professionali.
Palermitano di nascita e residente nel comune aretuseo, Gelardi ha guidato il carcere di Augusta per oltre dieci anni, distinguendosi per un’attività intensa e innovativa che ha contribuito a trasformare il rapporto tra il penitenziario e il territorio. Nel 2019 lasciò la direzione della struttura di contrada Piano Ippolito.
Fu lui stesso, al termine del suo incarico, a spiegare le ragioni del trasferimento, sottolineando che la permanenza protratta per oltre dieci anni era stata considerata un elemento ostativo dall’Amministrazione penitenziaria, pur restando aperta la possibilità di futuri provvedimenti da parte del giudice amministrativo competente.
Nel messaggio di commiato rivolto alla comunità, Gelardi aveva espresso parole di gratitudine nei confronti di tutto il personale dell’istituto, del cui operato si era sempre detto orgoglioso. Ringraziò inoltre le autorità del territorio, in particolare il sindaco, la giunta e il consiglio comunale, e attraverso di loro l’intera cittadinanza, con la quale nel corso degli anni aveva costruito uno speciale rapporto di collaborazione e fiducia.
Durante il suo mandato furono numerose le iniziative promosse all’interno della Casa di Reclusione grazie all’impegno e alla professionalità del personale. Migliaia di cittadini, studenti, volontari e rappresentanti delle istituzioni entrarono nel carcere per partecipare a progetti, incontri ed eventi che avevano l’obiettivo di rendere il penitenziario una vera e propria “casa di vetro”, aperta al dialogo con il territorio e impegnata nel percorso di risocializzazione dei detenuti, nel pieno rispetto dei principi sanciti dall’articolo 27 della Costituzione.
Gelardi aveva inoltre rivolto un ringraziamento ai dirigenti scolastici, con i quali si era sviluppata una collaborazione intensa e proficua, ai club service, alle associazioni di volontariato e del terzo settore, alle istituzioni culturali e, come lui stesso sottolineò, ai giornalisti che avevano sempre seguito e valorizzato le attività realizzate all’interno della struttura penitenziaria.
Tra i numerosi messaggi di cordoglio giunti nelle ultime ore, particolarmente toccante è quello dell’assessore Pino Carrabino, che ha ricordato l’amicizia e il profondo legame costruito negli anni con l’ex direttore. «È una di quelle notizie che mai vorresti arrivasse. Oggi è venuto a mancare l’amico Antonio Gelardi, già direttore della Casa di Reclusione di Brucoli. Uomo straordinario che ha dato speranza ai tanti reclusi», scrive Carrabino.
L’assessore ricorda il loro primo incontro durante uno dei concerti promossi da Maria Grazia Morello all’interno della struttura penale e racconta come da quella conoscenza nacque una collaborazione destinata a lasciare il segno nella città.
«Seppe della mia passione per i beni culturali della città e mi propose una iniziativa che ritenni impensabile: un concerto dei ragazzi della swing all’interno del Castello Svevo. Gli dissi che era una cosa difficoltosa a causa dell’abbandono. Mi disse: “Tu pensa ad ottenere le autorizzazioni e noi ci mettiamo il personale: i detenuti lo ripuliranno”».
Un progetto che divenne realtà grazie al lavoro dei detenuti e che rappresentò l’inizio di una straordinaria sinergia tra il carcere e la città.
«E così fu. Diciamo che fu l’inizio di una sinergia straordinaria, o come lui stesso ebbe a scrivere: “E fu l’inizio, caro Pino, della nostra bellissima collaborazione”», prosegue Carrabino.
L’assessore ricorda anche uno degli ultimi scambi di messaggi avuti con Gelardi in occasione dell’ultima competizione elettorale.
«Carissimo Pino, leggo con molto piacere, da amico e da simpatizzante della città di Augusta, della tua ricandidatura. Hai fatto di Augusta una città viva e di grande cultura. Un abbraccio e ad maiora».
Parole che oggi assumono un significato ancora più profondo.
«Potrei dire tanto di lui – conclude Carrabino – mi limito semplicemente a descriverlo come una persona che, nonostante le sue limitazioni, ha donato tanto a ciascuno di noi. Grazie Antonio, grazie per la tua amicizia».
In città il ricordo di Antonio Gelardi è unanime. I cittadini ne sottolineano le capacità organizzative, la professionalità e soprattutto il lato umano che ha sempre caratterizzato il suo operato. Un uomo capace di costruire ponti tra il carcere e la società civile, convinto che il recupero delle persone passasse attraverso il dialogo, la cultura e il coinvolgimento della comunità.
Anche il personale penitenziario e i rappresentanti del mondo sindacale hanno espresso profondo dolore per la sua scomparsa, ricordandolo come una figura di grande spessore umano e professionale.
«Un uomo che non ha mai smesso di credere nelle persone, di guardare oltre il pregiudizio. Ricorderemo sempre il suo impegno». scrive Nello Bongiovanni.
Con la scomparsa di Antonio Gelardi se ne va un protagonista di una stagione importante per la casa di reclusione di Augusta e per l’intero territorio, un dirigente che ha saputo lasciare un segno concreto attraverso il lavoro, l’umanità e la capacità di trasformare il carcere in un luogo aperto al confronto e alla speranza.
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