La sospensione dei collegamenti ferroviari verso Catania per quattro mesi, insieme alle criticità della rete autostradale e al rischio di ulteriori limitazioni del transito e della velocità, pone una questione che va ben oltre il disagio di un viaggio.
Ad affermarlo è il segretario provinciale della Cgil di Siracusa Franco Nardi, per il quale sono in gioco il diritto alla mobilità, la tenuta dell’occupazione e le prospettive economiche dell’intera provincia.
“La Cgil e la propria federazione dei trasporti Filt Cgil sostengono gli investimenti che rendono il trasporto ferroviario più moderno, sicuro ed efficiente.
Ma chi programma i cantieri deve assumersi anche la responsabilità delle conseguenze sociali.
Non è accettabile che il costo dell’ammodernamento venga scaricato sulle spalle dei lavoratori, dei pendolari e delle famiglie”.
Nardi sottolinea la durata eccessiva della sospensione del traffico ferroviario.
“Quattro mesi, nella vita delle persone, sono un tempo pesante.
Significano andare ogni giorno al lavoro, frequentare l’università, raggiungere un ospedale, rispettare una visita specialistica.
Significano organizzare la propria esistenza attorno a collegamenti più complicati, partenze anticipate e coincidenze da ricostruire.
Per chi ha un salario basso, per gli anziani e per chi non dispone di un’automobile, la difficoltà di spostarsi può diventare una vera barriera all’esercizio dei propri diritti”.
Critico anche nei riguardi dei servizi sostitutivi, non sempre garantiti e spesso non accessibili da parte delle persone con disabilità, con orari non sempre compatibili con le esigenze di avoro e di studio dei viaggiatori pendolari.
Nardi sottolinea poi come al disagio dei mancati collegamenti ferroviari in questi giorni si sommano anche possibili disagi della rete autostradale che collega Siracusa con Messina tramite l’autostrada A18, per le possibili restrizioni annunciate dal Mit per le criticità segnalate sulle direttrici A18 Messina–Catania e A20 Messina–Palermo.
“Di fronte al rischio di violazione del diritto alla mobilità in questa provincia, abbiamo il dovere di chiedere cosa accadrebbe se, mentre il collegamento ferroviario verso Catania è interrotto, ulteriori rallentamenti o restrizioni rendessero più difficili anche gli spostamenti su gomma. Gli autobus sostitutivi viaggiano sulle strade: la loro affidabilità dipende anche dalla viabilità che incontrano”.
Per il segretario della Cgil la sicurezza deve essere garantita sempre, e per questo servono manutenzione tempestiva, coordinamento dei cantieri e informazioni trasparenti.
“Governo nazionale, Governo regionale e gestori delle infrastrutture devono assicurare un piano unitario. Il già sofferente sistema economico della nostra provincia non può essere ulteriormente martoriato da questi disagi”.
Nardi solleva anche la questione relativa al futuro dei lavoratori degli impianti ferroviari e dei servizi collegati alla stazione.
“Gli addetti alle pulizie, alla manutenzione, all’assistenza e alle altre attività affidate anche attraverso appalti ai quali non può essere messo a rischio il proprio posto di lavoro.
La contrazione dell’attività può esporre questi lavoratori a riduzioni dell’orario, perdita di salario e rischi occupazionali.
Per chi non può accedere agli ammortizzatori sociali, il pericolo è ancora più pesante: rimanere senza lavoro e senza una copertura economica adeguata”.
Il sindacato chiede che venga verificata per ogni azienda e ogni appalto, la condizione di tutti i lavoratori coinvolti, senza aspettare sospensioni o licenziamenti per affrontare il problema.
“La nostra richiesta è precisa: mantenimento dei posti di lavoro, tutela del reddito, impiego temporaneo in altre attività compatibili e garanzia del rientro nelle mansioni alla ripresa del servizio.
Dove gli strumenti ordinari di sostegno non siano accessibili, devono essere individuate soluzioni specifiche e finanziate.
Nessun lavoratore deve essere abbandonato durante una sospensione decisa per realizzare opere pubbliche”.
Per Nardi, una provincia meno raggiungibile rischia di perdere opportunità, attività economiche e occupazione e turistiche.
“Sono rischi che vanno prevenuti, soprattutto in un territorio già chiamato ad affrontare precarietà, lavoro povero e incertezza sul futuro industriale. Non possiamo chiedere alle imprese di investire, ai giovani di restare e al turismo di crescere senza garantire collegamenti adeguati”.
“Per questo chiediamo al Prefetto la convocazione urgente di un tavolo con Regione, amministrazioni locali, Rfi, Trenitalia, Anas, Cas, imprese degli appalti e organizzazioni sindacali.
Servono impegni verificabili sulla mobilità alternativa, sul coordinamento dei cantieri, sulla tutela occupazionale e sul rispetto della data prevista per la ripresa ferroviaria.
Se non arriveranno risposte adeguate, costruiremo le necessarie iniziative di mobilitazione insieme alle categorie e al territorio”.
“Le infrastrutture devono unire il Paese e ridurre le disuguaglianze ma nel contempo durante la loro realizzazione non possono isolare le comunità e mettere a rischio l’intero sistema economico di un’intera provincia, questo è quanto rischia Siracusa. Anche durante i cantieri, questa responsabilità deve essere rispettata”.
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