Il Gip del Tribunale di Palermo ha archiviato la posizione dell’ex manager Caltagirone e di altri politici e funzionari nell’inchiesta sugli appalti truccati nella sanità che aveva coinvolto l’Asp di Siracusa.
L’indagine della Procura della Repubblica di Palermo aveva portato a novembre dello scorso anno alla richiesta di arresti domiciliari per 18 persone, tra cui l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, il parlamentare di Noi Moderati Saverio Romano e il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone.
Le accuse, a vario titolo, erano di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione.
La parte centrale dell’inchiesta riguardava la gara per i servizi ausiliari bandita dall’Asp di Siracusa per 2 milioni di euro.
Secondo l’accusa, l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro avrebbe fatto pressioni sul direttore generale dell’Asp Caltagirone, per far affidare la gara alla ditta Dussmann che avrebbe poi subappaltato i lavori a ditte vicine a Cuffaro e al deputato di Noi moderati, l’ex ministro Saverio Romano.
Per aggiustare l’esito della gara, Caltagirone avrebbe coinvolto i componenti della Commissione di gara e il Rup del procedimento.
Nei mesi scorsi il Tribunale del Riesame aveva respinto gran parte delle richieste contenute nel ricorso della Procura di Palermo contro la decisione dl Gip che aveva negato gli arresti domiciliari per gran parte degli accusati.
Per il Giudice del Riesame non ci sono gli elementi che dimostrano che l’ex manager, che nel frattempo si era autosospeso dall’incarico di direttore generale dell’Asp di Siracusa prima dell’interrogatorio di garanzia, sia intervenuto per favorire l’assegnazione dell’appalto alla ditta.
“Non risulta individuabile un intervento posto in essere (o anche solo promesso) dal direttore generale Caltagirone in favore della società Dussmann idoneo a integrare la condotta di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”.
Secondo i giudici il manager non avrebbe mai manifestato impegni o disponibilità, ma piuttosto avrebbe reagito “con evidente riottosità, chiudendo rapidamente gli incontri” agli approcci sulla procedura di gara.
“Non emergono gravi elementi idonei a comprovare l’asservimento da parte del pubblico ufficiale (Caltagirone) della sua funzione in favore degli interessi manifestati dai privati, né la dimostrazione di mera disponibilità a compiere in futuro atti contrari ai doveri del proprio ufficio, né ancora l’esercizio della propria influenza sui commissari di gara”.
Ora il Gip, su richiesta della Procura, ha archiviato la posizione di Alessandro Caltagirone assieme a quella di altri politici, funzionari e imprenditori.
Archiviata anche la una parte dell’indagine che ha portato l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro a patteggiare una condanna a tre anni per corruzione e traffico di influenze: la sta scontando ai servizi sociali.
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