Mentre si diffondono i particolari dell’Ordinanza del Gip del Tribunale di Siracusa, che ha portato all’operazione della Polizia di Stato di due giorni fa, il sindaco Francesco Italia ha chiarito con un messaggio video rivolto ai concittadini la sua posizione.
Come è noto il Gip, su richiesta della Procura Europea, ha disposto l’applicazione di misure cautelare a carico di 9 persone, e che ha portato all’arresto della vice presidente del Consiglio comunale Conci Carbone.
Il sindaco, secondo quanto si apprende, sarebbe più volte citato nell’Ordinanza, sebbene a suo carico non siano stati presi provvedimenti.
“In questi anni alla guida dell’amministrazione comunale ho scelto di raccontare a viso aperto i momenti più significativi della nostra città, della vita della nostra comunità e non intendo sottrarmi a maggior ragione oggi dal farlo alla luce di quanto è accaduto ieri delle notizie di stampa.
Quanto è accaduto mi ha profondamente addolorato non solo per la persona coinvolta ma soprattutto per la gravità delle accuse, si tratta di accuse talmente gravi che non riesco nemmeno a pronunciarle.
Sento però il dovere, l’esigenza di chiarire che io non risulto destinatario di nessuna delle misure cautelari previste nell’ordinanza e che a mio carico non sono state condotte attività di indagine volte alla ricerca della prova, quindi non sono stato oggetto né di perquisizioni né tantomeno di sequestri.
Sento il dovere di ringraziare tutte le persone che hanno sentito il desiderio di rivolgermi a una telefonata, a un messaggio per esprimermi affetto, stima e solidarietà ma soprattutto nell’interesse e sempre nell’interesse della città per continuare a indossare la fascia tricolore con lo stesso amore, passione, abnegazione, senso del dovere, rispetto, senso di responsabilità e onore con cui l’ho indossata. Grazie a tutti”.
Intanto da più parti arrivano richieste di dimissioni per il sindaco di Siracusa e per quello di Ferla Michelangelo Giansiracusa, presidente del Libero Consorzio.
I due, sarebbero infatti stati oggetto delle pressioni del gruppo di cui oltre alla Carbone farebbero parte anche alcuni imprenditori e il carabiniere Salvatore Strazzulla, dello Luca, in servizio presso la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Catania, che sarebbe l’elemento di collegamento tra gli imprenditori e la politica nella gestione di alcuni appalti.
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