Villa Reimann è stata sottratta alla piena fruizione della cittadinanza per ragioni di sicurezza, ma alcune criticità manutentive segnalate da anni risultano ancora irrisolte.
A richiamare l’attenzione sulla necessità di interventi concreti e di un chiarimento sulle condizioni del lascito è l’associazione Christiane Reimann che ha inviato una nota al rettore dell’università di Catania, al sindaco e al soprintendente di Siracusa per segnalare, in particolare, che nella dependance di via Necropoli Grotticelle, alcune piante di ficodindia continuano a crescere sulla gronda prospiciente la pubblica via, in uno spazio estremamente limitato.
La posizione della vegetazione, direttamente sopra una strada pubblica, impone particolare attenzione per la possibile caduta di parti delle piante o di materiali dalla gronda, con potenziale rischio per pedoni, automobilisti e altri utenti della strada. L’Associazione chiede quindi una verifica tecnica urgente della gronda, il controllo delle eventuali infiltrazioni d’acqua e delle condizioni dell’intero prospetto.
“Se la sicurezza è il motivo per cui Villa Reimann non può essere pienamente fruita dalla città, la stessa sicurezza deve essere perseguita attraverso una manutenzione concreta e tempestiva – dichiara Marcello Lo Iacono, presidente dell’associazione Christiane Reimann – Non è sufficiente limitare l’accesso: occorre intervenire sulle criticità, soprattutto quando possono interessare la sicurezza dei cittadini.”
La vicenda della dependance si inserisce in un quadro più ampio: l’immobile era stato destinato ai corsi universitari di Infermieristica, ma successivamente è stato ritenuto non idoneo alle esigenze didattiche, con il conseguente trasferimento delle attività al Santuario della Madonna delle Lacrime.
L’associazione chiede pertanto un sopralluogo tecnico urgente, la rimozione della vegetazione e gli interventi di messa in sicurezza e manutenzione della gronda e dell’intero prospetto.
E auspica che Comune di Siracusa, Università di Catania e Soprintendenza si facciano carico di individuare rapidamente gli interventi necessari per evitare potenziali rischi per la pubblica incolumità e tutelare il complesso architettonico.
“Il Parco di Villa Reimann è un patrimonio della città e non può essere semplicemente chiuso in nome della sicurezza. Deve essere reso sicuro, conservato e nuovamente accessibile alla cittadinanza” – conclude Lo Iacono.
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