Ancora chiuso da dieci anni il tratto di Punta Cugno della ex Ss 114 a causa di un cedimento del manto stradale.
Non si arrende Mimmo Di Franco, da sempre in prima linea per la tutela della collettività con la storica associazione Umberto I fondata nel 1881, che riaccende i riflettori sulla impossibilità, ancora oggi, di percorrere il tratto dell’importante arteria extraurbana che attraversa la zona industriale.
“Ho fatto trascorrere il periodo elettorale per non essere strumentalizzato da qualcuno su questo caso” – ha detto ricordando che dalle ultime informazioni fornite dalla stampa, secondo il cronoprogramma sono state concluse le indagini diagnostiche preliminari, propedeutiche alla redazione del progetto da parte del Genio civile.
“Secondo il cronoprogramma la fase di progettazione avrebbe dovuto concludersi entro maggio. Siamo quasi a fine giugno e si vorrebbe conoscere la situazione attuale. – sottolinea- Il tratto interessato, situato lungo la corsia in direzione Siracusa-Augusta, è di fatto interdetto al traffico e versa in condizioni di totale abbandono da circa 10 anni. Nonostante gli interventi parziali e le promesse di ripristino, la situazione strutturale non è mai stata risolta in modo definitivo”.
La perdurante chiusura della ex strada statale 114, ribadisce ancora Di Franco, comporta conseguenze gravissime per il territorio:
pericolo costante tant’è che si registrano frequenti incidenti causati dalla viabilità ridotta e dalla scarsa segnalazione;
disagi per i pendolari perchè il blocco costringe i lavoratori e gli automobilisti a percorsi alternativi, causando forti rallentamenti e perdite di tempo quotidiane.
Nel suo appello, Di Franco chiede un intervento immediato per sbloccare i lavori di messa in sicurezza e riapertura del tratto, eliminare i pericoli per l’incolumità pubblica degli automobilisti, restituire fluidità ai collegamenti tra i due centri costieri.
“Chiedo al presidente del Libero consorzio comunale di Siracusa, Michelangelo Giansiracusa, di dare una risposta definitiva a un’infrastruttura strategica ostaggio dell’immobilismo da quasi dieci anni” – conclude.
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