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Augusta| “Augusta delenda est”. Riflessioni e vagheggiamenti sul 13 maggio 1943, a cura di un augustano smarrito nell’iperuranio.

14 Maggio 2020 | by Federico Tringali
Augusta| “Augusta delenda est”. Riflessioni e vagheggiamenti sul 13 maggio 1943, a cura di un augustano smarrito nell’iperuranio.
Attualità
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Giornata grigia e nuvolosa, in simbiosi con la “Giornata della Memoria delle vittime civili e militari di Augusta nel secondo conflitto mondiale”, istituita con Deliberazione di Giunta Municipale n. 32 del 15/02/2011, per commemorare quel 13 maggio 1943 in cui Augusta subì un devastante bombardamento da parte delle forze alleate americane.

Ore 12.50 del 13 maggio 2020: su Augusta scende un minuto di silenzio, lasciando spazio al ricordo di quei boati ed esplosioni che hanno sventrato una città e le vite dei suoi abitanti, così come accaduto in ogni angolo della Terra, lasciando anche nell’epicentro della Magna Grecia le tracce della Seconda Guerra mondiale, frutto della sciagura degli uomini. Le sirene delle Navi ormeggiate al Porto di Augusta ricordano quelle stesse sirene che precedevano l’arrivo delle bombe, simbolo di morte e distruzione.

Chi non ha conosciuto la guerra in prima persona può soltanto minimamente e lontanamente immaginare gli attimi e le paure di un periodo storico in cui la mente umana ha sfogato tutta la propria indole razionale e violenta contro il suo stesso essere uomo. Tali momenti possono essere vissuti attraverso i racconti dei nostri nonni, che rappresentano la nostra memoria storica collettiva, oggi minacciata da un nemico invisibile che vorrebbe cancellarla per imporre la propria legge di morte e terrore, alla quale siamo costretti a rispondere con le mascherine e il distanziamento sociale che, insieme alla medicina e alla scienza, costituiscono le sole ed uniche armi, in grado di combattere questo nuovo virus.

Il filosofo Giambattista Vico definisce la storia come un ideale eterno che racchiude il segreto delle vicende storiche dell’umanità. Non il ripetersi della storia in sé, ma degli insegnamenti che l’uomo trae dagli eventi. Oggi l’uomo è artefice di un progresso inimmaginabile sino a qualche anno fa, ma rimane sordo al messaggio morale degli eventi storici del passato. Bisogna ricordare per dimenticare e andare avanti, senza cadere nella tentazione di ridurre questi eventi a semplici tappe del calendario.

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