
In piazza Duomo il primo comizio elettorale di Concetto Cacciaguerra, candidato sindaco di Augusta, che ieri sera ha aperto ufficialmente la sua campagna elettorale insieme a Giulio Morello, indicato come uno degli assessori designati
Una serata caratterizzata da toni forti e da una lunga critica all’attuale sistema politico cittadino, definito da entrambi «clientelare» e distante dai cittadini. Morello, intervenendo prima del candidato sindaco, ha ripercorso alcune tappe della sua esperienza politica e personale, tornando anche sullo scioglimento del Consiglio comunale del 2013.
«Insieme ad altri consiglieri abbiamo difeso l’onore della città ricorrendo al Tar del Lazio e fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo», ha ricordato. Secondo Morello, quella vicenda avrebbe segnato profondamente il dibattito politico locale, pur senza conseguenze giudiziarie per gli amministratori coinvolti.
L’ex consigliere comunale ha poi spiegato le ragioni del suo ritorno in politica accanto a Cacciaguerra: «Con lui condivido un percorso umano prima ancora che politico».
Non sono mancati passaggi polemici nei confronti dell’attuale amministrazione e del sindaco Giuseppe Di Mare, accusato di avere trasformato il confronto politico in uno scontro personale.
Morello ha invitato gli elettori a sostenere una lista che, pur partendo da una posizione minoritaria, punta a «lasciare un segno». «Noi siamo Davide contro Golia – ha detto – e speriamo che l’umiltà possa prevalere sulla forza e sull’arroganza».
Molto più acceso l’intervento di Cacciaguerra, che ha costruito il suo discorso attorno ai concetti di “Coraggio” e “Libertà”, slogan scelti per la campagna elettorale.
Il candidato ha parlato apertamente di pressioni e condizionamenti nei confronti dei cittadini che scelgono di sostenere la sua candidatura.
«Chi è qui stasera verrà contattato e gli verrà chiesto perché sostiene Cacciaguerra», ha affermato dal palco, denunciando un clima che, a suo dire, limiterebbe la libertà di espressione politica in città.
Nel corso del comizio ha risposto anche ad alcune polemiche nate sui social e sugli incontri pubblici organizzati durante la campagna elettorale, soffermandosi in particolare sul confronto previsto nella chiesa di Cristo Re e su un successivo appuntamento promosso da Siracusa News. «Io sono pronto a qualsiasi confronto», ha ribadito.
Il cuore del discorso è stato però dedicato alla critica del “sistema”. Cacciaguerra ha parlato di favoritismi, raccomandazioni e gestione del consenso attraverso posti di lavoro e concessioni. «I diritti sono diventati favori», ha detto, sostenendo che molti cittadini si sentano esclusi dai processi decisionali.
Da qui l’appello a costruire «un movimento dal basso», senza appartenenze ideologiche tradizionali: «Non mi interessa destra o sinistra, mi interessano i valori umani e il rispetto dei cittadini».
Il candidato ha insistito soprattutto sul coinvolgimento dei giovani e di chi si sente distante dalla politica. «La mia è una candidatura giovane – ha spiegato – per dare voce a chi non si sente rappresentato». Più volte ha definito sé stesso «un outsider» e «quasi anarchico», precisando però di voler amministrare la città «con trasparenza, meritocrazia e rispetto dei soldi pubblici».
Nel finale, l’affondo contro quella che ha definito «la politica dei favori» e contro l’uso del consenso come strumento di controllo. «Il voto non si cerca, il consenso si conquista», ha dichiarato, contrapponendo il proprio progetto a quello delle forze tradizionali.
Il comizio si è chiuso tra applausi e cori dei sostenitori, con l’invito a votare la lista di Cacciaguerra alle prossime amministrative del 24 e 25 maggio.
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