Si è chiusa ieri sera, poco prima della mezzanotte, la campagna elettorale per le amministrative di Augusta. Da oggi è infatti entrato in vigore il silenzio della propaganda elettorale in vista delle votazioni di domani e dopodomani, 24 e 25 maggio, quando gli elettori saranno chiamati a scegliere il nuovo sindaco e il consiglio comunale.
Tre i comizi conclusivi che hanno scandito l’ultima giornata di campagna elettorale, tutti terminati entro la mezzanotte e svolti in ordine cronologico: prima quello del candidato civico Concetto Cacciaguerra, poi quello del sindaco uscente Giuseppe Di Mare e infine quello del candidato della coalizione progressista Salvo Pancari.
Tre impostazioni politiche differenti e tre messaggi finali rivolti alla città. Di Mare ha puntato soprattutto sul bilancio amministrativo dei cinque anni di governo cittadino, rivendicando investimenti, opere pubbliche, rilancio turistico e politiche sociali, alternando momenti emotivi ad attacchi agli avversari. Pancari ha costruito il proprio intervento sul tema della legalità, della trasparenza e della tutela ambientale e sanitaria, marcando la distanza politica e personale dal sindaco uscente. Cacciaguerra ha sviluppato un discorso fortemente critico verso l’attuale amministrazione, proponendo un “cambiamento morale” e concentrandosi soprattutto su porto, ambiente, sanità e diritti dei cittadini.
Il comizio di Concetto Cacciaguerra: Il primo intervento conclusivo della serata è stato quello di Concetto Cacciaguerra, che ha impostato il proprio discorso come una netta alternativa all’amministrazione uscente, parlando di “cambiamento morale” prima ancora che amministrativo.
Il candidato civico ha concentrato gran parte del proprio intervento sul porto di Augusta, definito una risorsa strategica che però, a suo dire, non produce benefici adeguati per la città. Tra le principali proposte programmatiche ha indicato la destinazione al Comune di una quota delle tasse di ancoraggio delle navi, con l’obiettivo di finanziare servizi pubblici, sicurezza urbana, interventi ambientali e riqualificazione cittadina.
Ampio spazio anche ai temi ambientali. Cacciaguerra ha sostenuto che Augusta sia stata troppo a lungo una “zona sacrificabile”, costretta a scegliere tra salute e lavoro. Ha quindi proposto controlli ambientali costanti, bonifiche trasparenti, pubblicazione dei dati sull’inquinamento e maggiore responsabilità delle aziende presenti sul territorio.
Altro tema centrale quello della sanità e dell’ospedale cittadino. Il candidato ha denunciato la carenza di medici, infermieri e servizi sanitari, chiedendo il potenziamento del pronto soccorso, il miglioramento dei reparti e il ritorno di servizi come pediatria e punto nascite.
Nel suo intervento ha affrontato anche questioni legate al decoro urbano e alla gestione del cimitero comunale, proponendo manutenzione costante, digitalizzazione dei servizi e maggiore sicurezza.
Il filo conduttore del discorso è stato quello della restituzione di autonomia, dignità e capacità decisionale alla città, contrapponendo la logica dei diritti e della trasparenza a quella dei favori e dei “vecchi sistemi di potere”.
Il comizio di Giuseppe Di Mare: Il comizio del sindaco uscente si è aperto con l’inno nazionale. Prima del suo intervento hanno parlato gli assessori uscenti e designati Pino Carrabino e Biagio Tribulato illustrando le attività svolte nei rispettivi settori.
Di Mare ha alternato momenti ironici contro gli avversari a passaggi personali e politici. Ha ricordato il proprio percorso istituzionale, dagli anni da rappresentante studentesco fino all’elezione a sindaco nel 2020, rivendicando la “gavetta” politica e sostenendo di essersi costruito senza favori o scorciatoie e di non permettere a nessuno di mettere in dubbio il fatto che sia lui sia i suoi candidati stanno dalla parte della legalità .
Durante il comizio ha ringraziato tutti gli assessori uscenti le forze dell’ordine, i candidati delle otto liste della coalizione, il proprio staff, i dipendenti comunali, le associazioni cittadine e diversi esponenti politici che hanno sostenuto il progetto amministrativo, tra cui i deputati Carlo Auteri, Peppe Carta, Riccardo Gennuso, Mallio Messina e la senatrice Daniela Ternullo.
Il sindaco uscente ha quindi rivendicato i risultati amministrativi raggiunti in cinque anni: investimenti nelle scuole per 7 milioni di euro, lavori pubblici, videosorveglianza, bonifica di Ogliastro, Ecoparco al Monte, raccolta differenziata, cura del verde pubblico, piste ciclabili, parcheggi e investimenti energetici con impianti fotovoltaici.
Sul piano sociale ha citato asili nido, assistenza agli anziani, Asacom, centri estivi, servizi per disabili e il progetto “Dopo di noi”. Ha inoltre parlato del rilancio culturale e turistico della città, sostenendo che Augusta sia diventata la terza città della provincia di Siracusa per flussi turistici e la quarta in Sicilia per acquisti immobiliari.
Non sono mancati gli attacchi agli avversari politici, accusati di avere portato avanti una campagna basata sulla denigrazione personale e su immagini “catastrofiche” della città non rispondenti alle reali fotografie di Augusta.
In conclusione Di Mare ha indicato le tre priorità future del programma: giovani e formazione, ambiente e tutela del mare, sicurezza e coesione sociale. Nel finale ha ricordato anche l’anniversario della Strage di Capaci.
Il comizio di Salvo Pancari: a chiudere la serata elettorale è stato il candidato della coalizione progressista. Prima del suo intervento hanno preso la parola Pierpaolo Montalto segretario regionale di SI-Avs, il deputato regionale del M5S Carlo Gilistro e Piergiorgio Gerratana, segretario provinciale del Pd.
Pancari ha aperto il proprio discorso sostenendo di volere essere “il sindaco di tutti”, anche degli avversari politici, prendendo subito le distanze dai toni della campagna elettorale. Rivolgendosi direttamente a Di Mare, ha accusato il sindaco uscente di avere “aizzato” i propri sostenitori contro di lui e ha rivendicato una campagna totalmente autofinanziata e senza sponsorizzazioni private.
Il candidato progressista ha insistito sui temi della legalità, dell’ambiente, della salute e del lavoro. Sul fronte ambientale ha criticato i progetti di riqualificazione della villa comunale, contestando il previsto abbattimento di alberi secolari e parlando di “cementificazione selvaggia”.
Ampio spazio è stato dedicato alla sanità. Pancari ha sostenuto che un sindaco non possa restare indifferente alle scelte prese sulla sanità lontano da Augusta e ha indicato tra le priorità il mantenimento dei reparti ospedalieri, il potenziamento dei servizi per anziani e disabili, la prevenzione sanitaria, gli screening e il controllo dell’inquinamento.
Ha inoltre proposto un bilancio partecipativo dedicato alla salute e un maggiore ruolo del sindaco quale autorità sanitaria, anche attraverso denunce sugli incidenti industriali e la costituzione di parte civile nei procedimenti giudiziari.
Sul piano politico il candidato progressista ha attaccato la presenza della Democrazia Cristiana vicina a Totò Cuffaro nella coalizione avversaria, invitando il sindaco uscente a prendere le distanze dal partito.
Nel finale ha raccontato di avere percepito, durante la campagna elettorale, timore in alcuni cittadini nel dichiarare pubblicamente il proprio sostegno e ha concluso con un appello diretto: “Non abbiate paura a votare Salvo Pancari sindaco”.
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