Il primo cittadino respinge le accuse di trasformismo e di ricerca di nuove collocazioni politiche e contrattacca, richiamando il risultato elettorale ottenuto ad Augusta e la sconfitta subita dal Pd.
«Gli augustani mi hanno scelto con un consenso larghissimo, premiando la mia persona, il lavoro svolto e il progetto amministrativo presentato alla città», afferma Di Mare, che rivendica la propria storia politica e la propria appartenenza al centrodestra.
«Non ho mai nascosto le mie idee e la mia identità. La coalizione che mi ha sostenuto aveva una chiara connotazione di centrodestra, pur comprendendo anche esperienze civiche».
Il sindaco invita quindi i rappresentanti democratici a riflettere sul risultato elettorale ottenuto dal loro partito, definendo la sconfitta del Pd ad Augusta «pesantissima e senza precedenti».
Secondo Di Mare, dopo un risultato simile sarebbe stato opportuno aprire una riflessione sulle responsabilità politiche e sulla leadership locale.
«Nel Partito democratico augustano, invece, i protagonisti sono sempre gli stessi: quelli che perdono le elezioni, continuano a candidarsi e poi pretendono di impartire lezioni agli altri», dichiara il primo cittadino, che invita gli avversari a confrontarsi nuovamente con gli elettori, presentando un progetto alternativo per la città.
Al centro della polemica c’è soprattutto la sua adesione alla Lega – Italia Federale, che Di Mare considera un passaggio politico e organizzativo che non modifica la propria identità.
«Non ho cambiato idee, non ho cambiato valori e, soprattutto, non ho cambiato obiettivo: continuare a lavorare per Augusta».
Il nuovo percorso, sottolinea il sindaco, consentirà di disporre di ulteriori strumenti e interlocutori istituzionali per sostenere le esigenze del territorio, anche nei tavoli decisionali regionali e nazionali.
Il sindaco evidenzia inoltre il ruolo politico che gli è stato affidato all’interno della nuova formazione: quello di commissario provinciale e l’incarico nel vicecoordinamento regionale.
«Non entro nella Lega – Italia Federale per cercare una collocazione, ma assumendo responsabilità politiche di primo piano. È il riconoscimento di un percorso politico e amministrativo costruito sul territorio e sostenuto dal consenso dei cittadini».
Il primo cittadino di Augusta precisa anche che, fatta eccezione per Fratelli d’Italia, le altre forze della coalizione che lo hanno sostenuto hanno confermato il proprio appoggio, ribadendo che la fiducia più importante resta quella espressa dagli augustani attraverso il voto.
Non manca un passaggio sulle accuse di ambizioni personali e sulla presunta ricerca di poltrone. «Chi oggi mi accusa dovrebbe forse guardare in casa propria. Io rispondo agli augustani con il lavoro e con i risultati elettorali. Loro continuano a parlare dopo essere stati sconfitti», afferma Di Mare.
La conclusione è un richiamo alle priorità amministrative e allo sviluppo del territorio.
Il sindaco ribadisce che Augusta viene prima di qualsiasi appartenenza politica e indica tra gli obiettivi del proprio mandato il porto, le infrastrutture, le bonifiche, l’occupazione e lo sviluppo economico.
«Augusta viene prima di qualsiasi sigla politica. È sempre stato così e continuerà a esserlo», conclude il primo cittadino. «Le polemiche le lascio a chi non ha altro da proporre. Io continuo a lavorare, con la stessa determinazione e la stessa responsabilità che gli augustani mi hanno affidato attraverso il voto».
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