Non si spegne l’eco dalla seduta del Consiglio comunale di giovedì scorso, che ha vissuto momenti di tensione durante la discussione della mozione di indirizzo, presentata dal consigliere di maggioranza Marco Niciforo, che prevedeva l’istituzione del Parco delle Saline.
La mozione è stata poi bocciata dal Consiglio comunale con l’astensione di 20 dei 21 consiglieri presenti e un solo voto favorevole, quello del proponente.
Qualche giorno dopo è stato lo stesso Niciforo a rilanciare la polemica, con un post pubblicato sulla sua pagina social, nel quale chiarisce il vero oggetto del contendere.
Sulla vicenda è intervenuto il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle, con un duro comunicato di cui ci occupiamo in un altro articolo della nostra Agnese Siliato. (leggi l’articolo)
Per meglio comprendere l’argomento al centro della polemica, è utile ricordare che le ex Saline Regina costituiscono attualmente un’area protetta come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS), che il regime d protezione non è messo in alcun modo in discussione, e che per l’istituzione del Parco delle Saline era stato presentato un progetto già 15 anni fa, dall’allora amministrazione comunale guidata dal sindaco Carrubba.
Quel progetto era stato già valutato positivamente dall’Assessorato al Territorio e Ambiente della Regione, che avena anche approvato un primo finanziamento di circa un milione di euro, ma le vicende legate allo scioglimento degli organi elettivi del Comune lo fecero cadere nel dimenticatoio.
La novità introdotta con la mozione di indirizzo del consigliere di Augusta 2020 è rappresentata dall’inserimento, nella perimetrazione dell’ipotetico Parco, dell’area a monte del Granatello, compresa tra il lungomare, via Milano e la via Sant’Elena, meglio conosciuta come ‘la salita dell’Ospedale’, una zona classificata F nel vigente Piano Regolatore.
Le zone classificate F sono destinate alla realizzazione di attrezzature e impianti di interesse generale, come strutture sportive, ospedaliere, turistico-alberghiere, ricreative, culturali, scolastiche e opere per la funzionalità del centro abitato.
Il 3 giugno di quest’anno, la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa ha rilasciato l’Autorizzazione paesaggistica in relazione alla richiesta di “Rideterminazione ed attribuzione della destinazione urbanistica residenziale al fondo urbano sito in Augusta, in contrada Granatello, con vincoli espropriativi decaduti”.
Si tratterebbe di un progetto che prevede, in continuazione ad ovest con la via Milano, la realizzazione di 25 case vacanza.
Nell’autorizzazione, inviata anche al Comune di Augusta, è precisato che la stessa “costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l’intervento, e pertanto sarà cura di codesto Comune valutare la compatibilità dell’opera sotto il profilo urbanistico-edilizio”.
Nel post pubblicato sul suo profilo social, Niciforo esprime “solidarietà ai colleghi consiglieri comunali”, la cui astensione sarebbe stata espressa senza conoscere gli elementi essenziali della vicenda.
“L’astensione è avvenuta in un contesto nel quale agli stessi Consiglieri sarebbe stata sottratta un’informazione fondamentale e cioè che proprio in quell’area risulta infatti in corso, presso l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, un procedimento urbanistico finalizzato all’insediamento di edifici residenziali per circa 6.000 metri cubi”.
Un elemento decisivo, che secondo il consigliere autore della mozione, avrebbe dovuto essere portato a conoscenza di tutti prima di esprimere il proprio voto.
Il post parla poi di responsabilità e di ventilate minacce.
“Iniziano ad emergere le responsabilità più gravi, di chi era a conoscenza di questa circostanza e ha scelto di non renderla nota, nonostante le mie ripetute e pressanti sollecitazioni.
Quanto accaduto rappresenta una vicenda di estrema gravità per la vita democratica e istituzionale della nostra comunità. Una pagina che difficilmente potrà essere dimenticata”.
Se per Niciforo i consiglieri avrebbero espresso la loro astensione “in buona fede e senza conoscere tutti gli elementi essenziali della vicenda”, il rammarico è il per il silenzio di chi avrebbe dovuto informarli di una vicenda che riguarda il futuro di un’area importante per l’intera collettività.
“Possibile che non ci si indigni più?
Possibile che tutto venga accettato con una simile indifferenza?
Io non ci sto. E non intendo tacere”.
Niciforo aggiunge in un commento al suo post il link alla pratica urbanistica attualmente in istruttoria presso l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente, “affinché ciascuno possa consultare gli atti, verificare i fatti e farsi una propria opinione”.
Il post si conclude con una affermazione inquietante.
“Mi giungono voci secondo le quali qualcuno, ritenendosi danneggiato da questa vicenda, avrebbe manifestato l’intenzione di farmela pagare.
Qualora dovessero verificarsi ritorsioni, di qualsiasi natura, privata o politica, le documenterò rendendo pubblici fatti e facendo nomi e cognomi. Sappiatelo”.
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