Si svolgerà domenica 8 febbraio in piazza Duomo la raccolta firme per l’esposto popolare sul caso Ecomac. L’iniziativa come si ricorderà avrebbe dovuto aver luogo il 17 gennaio scorso ma è stata rinviata a data da destinarsi causa condizioni meteo avverse dovute alla presenza del ciclone Harry.
I cittadini sono invitati ad accorre nel cuore del centro storico dalle 9,30 alle 12,30 per firmare un esposto destinato alla Procura della Repubblica, nato dalle sollecitazioni provenienti dalle comunità di Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa.
Al centro dell’atto, predisposto dall’avvocata Giovanna Spataro del Foro di Siracusa, vi sono gli incendi che tra luglio e agosto 2025 hanno interessato lo stabilimento Ecomac srl in contrada Cusumano, con ripercussioni avvertite anche nei territori circostanti.
Nel documento i cittadini richiamano il diritto alla salute e a un ambiente salubre, chiedendo alla magistratura di approfondire una serie di elementi ritenuti essenziali per comprendere cause e responsabilità degli episodi.
Tra questi figurano l’effettivo funzionamento dei sistemi antincendio, la presenza e l’adeguatezza delle misure di prevenzione adottate, nonché la conformità degli impianti, dei macchinari e dei locali rispetto alle attività svolte e ai volumi trattati.
L’attenzione viene posta anche sulla preparazione del personale, sia per quanto riguarda la formazione specifica in materia di sicurezza sia per la capacità di gestione delle emergenze.
L’esposto chiede inoltre di verificare la regolarità dei rapporti di lavoro all’interno dell’azienda, con riferimento agli inquadramenti, alle qualifiche e alle retribuzioni effettivamente riconosciute ai dipendenti.
Non mancano, infine, richiami al ruolo degli enti preposti ai controlli e alle autorizzazioni, all’esistenza di strumenti di tutela per le popolazioni coinvolte e alla presenza di un piano di protezione civile aggiornato e adeguato al contesto territoriale.
Tra le richieste avanzate vi sono anche accertamenti sulla copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, sull’eventuale previsione di cauzioni a garanzia dei Comuni e sul rispetto delle prescrizioni contenute nella nota Arpa del 27 aprile 2023, acquisita dal Drar.
La raccolta delle sottoscrizioni rappresenta, per i promotori, un gesto concreto di partecipazione e di attenzione verso il territorio, con l’obiettivo di ottenere trasparenza, accertamenti puntuali e garanzie per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
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