Continua a restare chiuso, da oltre un decennio, il tratto della ex strada statale 114 all’altezza di Punta Cugno, arteria fondamentale di collegamento con il porto commerciale di Augusta e via di fuga strategica in un’area ad alto rischio industriale.
Nonostante impegni, interrogazioni e sopralluoghi istituzionali, i cancelli restano abbassati e la viabilità della zona continua a gravare su percorsi alternativi ritenuti pericolosi.
A riportare l’attenzione sul caso è Mimmo Di Franco, presidente dell’associazione filantropica Umberto I di Augusta, che da anni segue la vicenda per senso civico.
«Malgrado le risposte di interesse ricevute da diversi rappresentanti politici, nulla si è mosso – spiega Di Franco.
Intanto, altre strade provinciali siracusane sono oggetto di rifacimento e programmazione, ma di Punta Cugno non si parla più».
Il cittadino ringrazia il depurato regionale Peppe Carta, autore di una interrogazione urgente del 17 maggio 2023 al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e all’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, e il depurato all’Ars Carlo Auteri, che nei mesi scorsi aveva sollecitato l’impiego dei 5,5 milioni di euro previsti per la messa in sicurezza del tratto.
Tuttavia, sottolinea Di Franco, “le rassicurazioni non bastano se restano solo verbali: servono risposte pubbliche e concrete, comunicate ai cittadini attraverso la stampa”.
Secondo i dati diffusi dalla stampa e mai smentiti, la Provincia di Siracusa avrebbe ricevuto in totale di circa 16 milioni euro per la manutenzione della rete viaria, provenienti da tre diverse linee di finanziamento: dai fondi FSC integrativi del 24 maggio 2024 (accordo Meloni–Schifani); dal ministero dei Trasporti, nell’ambito dei 93,7 milioni destinati alla Sicilia per le strade provinciali; 5,5 milioni di euro previsti dall’articolo 7 della legge di variazione di bilancio n.9/2025, a valere sui 55 milioni complessivi assegnati alle province siciliane.
«La domanda è semplice – aggiunge il presidente dell’associazione Umberto I – come sono stati ripartiti questi fondi nel territorio siracusano? E perché il tratto di Punta Cugno non rientra tra gli interventi prioritari, nonostante la sua importanza strategica e i rischi legati alla sicurezza»?
Nel novembre 2023, un sopralluogo del Genio civile sembrava preludere a un intervento imminente, ma da allora tutto è rimasto fermo.
La chiusura del tratto costringe ogni giorno centinaia di mezzi pesanti e lavoratori a percorrere uno svincolo pericoloso, che attraversa obliquamente la corsia opposta in direzione Siracusa, oppure una strada secondaria stretta e tortuosa, con un ponte considerato pericolante.
Nel tempo, Di Franco ha scritto non solo alle autorità locali ma anche alla segreteria del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, al presidente della Regione Schifani, ai commissari del Consorzio provinciale, e all’attuale presidente del Consorzio di Siracusa Michelangelo Giansiracusa, quest’ultimo ringraziato per la disponibilità mostrata.
«Non è solo una questione di viabilità – conclude Di Franco – ma di sicurezza pubblica e dignità del territorio. Dopo anni di promesse e finanziamenti annunciati, i cittadini hanno diritto a vedere i fatti, non solo a sentirne parlare».
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