Italia Nostra rilancia la richiesta al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica affinché venga avviato l’iter per l’istituzione dell’Area Marina Protetta di Augusta.
L’associazione, che in città è guidata da Jessica Di Venuta, ha inviato una lettera aperta al ministro Gilberto Pichetto Fratin, sottoscritta dal presidente nazionale Edoardo Croci, chiedendo di inserire la Zona Speciale di Conservazione “Fondali di Brucoli-Agnone” tra le aree di reperimento previste dalla normativa.
L’obiettivo è quello di inserire il provvedimento nella prossima legge di Bilancio oppure in un altro strumento legislativo idoneo, così da accelerare la nascita della nuova area protetta.
Secondo Italia Nostra, l’iniziativa contribuirebbe al raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Strategia europea per la biodiversità, che punta a tutelare il 30% del territorio e degli ecosistemi marini, traguardo che in Italia è ancora lontano per quanto riguarda le aree marine.
La Zona Speciale di Conservazione dei Fondali di Brucoli-Agnone si estende per oltre 1.300 ettari ed è considerata uno degli ecosistemi più importanti della costa siracusana. L’area ospita estese praterie di posidonia oceanica, che in alcuni tratti arrivano quasi in superficie formando una rara barriera naturale, oltre a numerose specie vegetali marine e organismi protetti, tra cui la Pinna nobilis.
Un patrimonio ambientale di grande valore che, secondo l’associazione, è sempre più esposto alle conseguenze dell’intenso traffico nautico, della pesca praticata senza adeguate regolamentazioni e della crescente pressione esercitata dalle attività umane, fattori che potrebbero compromettere in modo irreversibile l’equilibrio dell’habitat.
Per il presidente di Italia Nostra, Edoardo Croci, la tutela del tratto di mare tra Brucoli e Agnone rappresenta un’azione indispensabile per salvaguardare un patrimonio naturalistico, paesaggistico e storico di straordinaria importanza.
L’istituzione dell’Area Marina Protetta, sottolinea, non avrebbe soltanto una funzione di conservazione ambientale, ma costituirebbe anche un’opportunità di sviluppo sostenibile attraverso la promozione del turismo responsabile, della ricerca scientifica, dell’educazione ambientale e di una fruizione più consapevole del territorio costiero.
L’associazione evidenzia inoltre come esistano già studi e approfondimenti tecnici in grado di supportare il percorso amministrativo, invitando il ministero a dare seguito senza ulteriori rinvii all’iter previsto dalla legge.
Oltre al pregio naturalistico, il comprensorio è caratterizzato da un significativo patrimonio storico e archeologico. L’area comprende infatti il Castello Aragonese, tre villaggi preistorici, un insediamento di epoca bizantina, il santuario rupestre paleocristiano della Madonna dell’Adonai e i resti della Basilica del Murgo, nelle vicinanze di Agnone.
Il progetto può contare anche su un percorso istituzionale già avviato. Nel 2015 è stata costituita un’Associazione temporanea di scopo che riunisce il Dipartimento di Scienze biologiche dell’Università di Messina, il Comune di Augusta e Italia Nostra, con l’obiettivo di promuovere la futura gestione dell’Area Marina Protetta.
Due anni dopo sono stati avviati gli studi preliminari, sviluppati attraverso analisi conoscitive e attività di ricerca sul campo, che hanno portato alla definizione di una proposta di perimetrazione articolata in tre diverse zone, individuate sulla base delle caratteristiche ecologiche e naturalistiche del territorio.
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