Lo denuncia Giovanni Spadaro, presidente dell’ASD IL FARO APS, la società sportiva augustana che annovera al suo interno atleti portatori di disabilità. “Non c’è un solo posto accessibile in carrozzina. E quei pochi rimasti vengono chiusi dai privati. Vivere in una città circondata dal mare e non poterlo nemmeno sfiorare è paradossale. Una drammatica realtà che vivono ogni giorno le persone con disabilità motoria ad Augusta”, ha commentato Giovanni Spadaro.
L’Associazione ASD IL FARO APS punta il dito contro le istituzioni locali e i gestori del territorio: “Nel comune di Augusta non esiste un solo spazio pubblico costiero che garantisca una reale ed effettiva accessibilità in carrozzina. Come se non bastasse, quei pochissimi varchi naturali o passaggi storici che le persone con ridotta mobilità riuscivano faticosamente a utilizzare sono stati progressivamente inghiottiti da recinzioni, proprietà private o abusivismi, nell’indifferenza generale.
L’ultimo caso emblematico si sta registrando in queste ore in località Acquasanta, dove l’unico tratto di costa dell’intera città materialmente raggiungibile in autonomia da una persona in carrozzina è stato completamente sbarrato dalle recinzioni di un cantiere privato per la costruzione di un resort. Un blocco totale, avvenuto per giunta senza l’esposizione del cartello di cantiere obbligatorio per legge.
“La verità è che ad Augusta per una persona con disabilità non c’è dove andare al mare,” denuncia con forza Giovanni Spadaro, Presidente dell’Associazione ASD IL FARO. “Siamo di fronte a un’isola nell’isola. Da un lato abbiamo una costa morfologicamente difficile, dall’altro la totale assenza di interventi pubblici per abbattere le barriere architettoniche sul litorale e, infine, il far west dei privati che blindano gli accessi al demanio marittimo. Il mare e la spiaggia appartengono a tutti e la legge nazionale impone a chiunque abbia concessioni o proprietà limitrofe di garantire il libero transito verso la battigia. Invece qui si tollera di tutto e che l’unico varco accessibile della città venga cancellato da un cantiere senza che sia stato previsto alcun corridoio alternativo protetto per i disabili”.
Nell’amministrazione precedente al Sindaco Di Mare . Insieme all’Associazione Libera, avevamo formalizzato un progetto concreto per riqualificare un bene confiscato alla mafia nella Baia di Arcile. Quell’immobile terminava su una spiaggia ideale, perfetta per la realizzazione di uno scivolo a mare e di una struttura interamente accessibile alle carrozzine. Sarebbe stata la svolta per l’inclusione ad Augusta”.
Il progetto è stato però accantonato dall’attuale amministrazione, che ha destinato l’immobile della Baia di Arcile a un centro antiviolenza per le donne. “Un’iniziativa encomiabile e che rispettiamo profondamente,” incalza il presidente, “ma che dimostra una totale cecità amministrativa. Un centro antiviolenza richiede riservatezza, sicurezza e protezione, e poteva essere realizzato in qualunque altro immobile del vasto patrimonio comunale nell’entroterra. Destinare l’unico immobile confiscato direttamente sul mare a un uso non balneare ha di fatto scippato alla comunità dei disabili l’unica reale occasione di avere una spiaggia accessibile. È stato un errore politico imperdonabile”.
L’Associazione fa presente che la privazione dell’accesso al mare per tutti non è solo una grave mancanza di civiltà, ma configura una discriminazione collettiva ai sensi della Legge 67/2006, in quanto nega a un’intera categoria di cittadini il diritto alla salute, alla socialità e alla mobilità. L’Associazione invita i cittadini, le famiglie e gli organi di stampa a sostenere questa battaglia di civiltà”.
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