Si respira un’aria di stanchezza e di rabbia tra le vie di Francofonte. È l’amarezza profonda di una comunità che è costretta a fare i conti con una TARI che oramai è diventata un macigno insostenibile per molte famiglie.
Non si tratta semplicemente di cifre stampate su un bollettino da pagare, ma è soprattutto una questione di dignità e sopravvivenza. A pagarne il prezzo più alto sono le fasce più fragili della popolazione.
Basta guardarsi intorno e percepire l’insofferenza tra quelle famiglie monoreddito che lottano per la sopravvivenza, giovani che sono alla ricerca spasmodica di lavoro e poi loro, gli anziani, molti dei quali sono soli, vedovi e con pensioni che spesso non bastano a coprire l’aumento del costo della vita.
Per loro, ogni incremento della tassa sui rifiuti non è un semplice costo burocratico, ma una rinuncia forzata: la scelta amara tra pagare le tasse o ridurre drasticamente la spesa alimentare o le eventuali cure mediche.
”Non ce la facciamo più”, ripete un anziano, vedovo, che vive da solo, seduto su una panchina nella centralissima piazza Dante/Ville. È solo, come tanti altri in questo paese che vede i propri giovani partire in cerca di fortuna altrove, mentre chi resta deve lottare per poter sopravvivere.
“Non è più possibile andare avanti”, racconta invece un genitore con due figli a cui dover provvedere. “A casa lavoro solo io. Io voglio pagare, ma voglio pagare il giusto. Come devo fare a mandare avanti la mia famiglia?”.
Il malumore cittadino guarda dritto verso il Palazzo. La memoria collettiva è ancora viva riguardo alla seduta del Consiglio Comunale del 19 luglio 2024, quando è stato validato e approvato il Piano Economico Finanziario (PEF) per il servizio rifiuti. Un atto che ha sancito, di fatto, gli aumenti che oggi pesano sulle tasche di tutti i francofontesi.
In quell’occasione, la proposta è stata approvata con i voti favorevoli di dieci consiglieri comunali presenti, in tre hanno votato no e un consigliere si è astenuto. Quella votazione, per i cittadini, rappresenta il momento in cui la politica si è allontanata definitivamente dalle esigenze reali della gente.
La domanda, pesante come la tassa che i cittadini si trovano a pagare, è semplice: “fino a quando sarà possibile chiedere sacrifici a chi non ha più nulla da sacrificare?”.
Questo è ciò che lamentano tantissimi francofontesi, i quali, vogliono sì pagare ciò che smetta a loro, ma in misura adeguata.
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