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Augusta| Osservazioni di Legambiente al Via dell’allungamento del pontile Maxcom

Augusta| Osservazioni di Legambiente al Via dell’allungamento del pontile Maxcom
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Presentate le osservazioni di Legambiente Augusta al procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via) del progetto di rifacimento e allungamento del pontile del deposito carburanti Maxcom.

Legambiente ha presentato le proprie osservazioni al progetto di rifacimento e allungamento di 25 metri del pontile del deposito Maxcom ubicato nel quartiere Borgata di Augusta. “Abbiamo evidenziato che il pontile di cui si chiede il rifacimento e allungamento- spiega Enzo Parisi di Legambinete Augusta –  è collocato nella parte nord del porto Megarese e ricade all’interno del Sin Priolo. Esso è posizionato su fondali  che secondo le indagini effettuate da Ispra/ Cnr sono fortemente  contaminati (zona rossa). Pertanto qualunque operazione – fosse anche la sola infissione di palancole – che determini un pur minimo sommovimento del sedimento marino, deve essere preliminarmente esaminata ed approvata dalla apposita direzione del ministero Ambiente. Inoltre il Piano Regolatore Portuale del porto di Augusta citato nel progetto della Maxcom è antiquato mentre è attualmente in corso di elaborazione il nuovo Prp e, in ogni caso, manca il parere dell’Autorità portuale di sistema (e quest’ultima, riteniamo, non può esimersi dal tenere ben presente ciò che prevede il Piano di risanamento)”.

Legambiente sottolinea che nella proposta progettuale manca la motivazione della necessità di incrementare la portata delle navi che accostano al pontile. “Se ciò fosse propedeutico a un contestuale o successivo aumento dello stoccaggio a terra con ulteriori serbatoi, per le intuibili refluenze sul piano ambientale e della sicurezza, appare evidente che sarebbe necessario sottoporre a Via anche l’ampliamento del parco serbatoi. Mancano inoltre l’indispensabile Valutazione d’Incidenza (VincA) sulle vicine aree umide (Zsc) e tutte le ulteriori valutazioni sulla interferenza dell’allungamento del pontile con la prevista realizzazione dei viciniori pontili della Marina Militare Italiana, sui  suoi eventuali effetti sul ricambio delle acque del porto attraverso il ponte del Rivellino, sul rischio collisioni, sulle emissioni delle navi ormeggiate e le ricadute sulla popolazione del quartiere più vicino. Abbiamo anche evidenziato il fatto che il deposito, con capacità complessiva di stoccaggio idrocarburi superiore a 40 mila metri cubi, ha una semplice Autorizzazione Unica Ambientale rilasciata dalla Provincia mentre a parer nostro la legge prevederebbe il possesso della Aia, Autorizzazione integrata ambientale di competenza statale.

Anche il Libero Consorzio comunale di Siracusa ha presentato le sue osservazioni con alcuni argomenti simili ai nostri (sito Sin, questione sedimenti marini, mancanza VincA, flusso ondoso, ecc.). “In premessa abbiamo voluto ricordare che secondo il Piano di risanamento, approvato con  decreto del presidente della Repubblica del 17 gennaio 1995, il deposito costiero Maxcom di Augusta deve essere delocalizzato in altra area portuale che viene individuata in quella di Punta Cugno. Non entriamo in merito alle ragioni per cui tale delocalizzazione non è stata finora attuata – aggiunge Parisi – ma rimane fermo che non può essere accettata nessuna ipotesi di modifica delle sue strutture che sia funzionale a far permanere il deposito dell’attuale collocazione urbana”.

La scheda del Piano di Risanamento dice:II progetto prevede la delocalizzazione del deposito e il suo insediamento in una nuova area limitrofa a Punta Cugno. L’intervento permetterebbe di conseguire I’obiettivo fondamentale della riqualificazione urbanistica, in quanto I’area attualmente occupata può essere recuperata a servizio della collettività, per la formazione di aree verdi, di parcheggi e strutture di servizio collettivo, con obiettivi di riorganizzazione della viabilità locale, di decongestionamento del traffico, ed in particolare per la riduzione di quello pesante. La zona potrà quindi assumere la funzione di ”polmone verde” in una zona che oggi si presenta carente di questa dotazione. “Chi deve pronunciarsi sul progetto in questione – conclude Parisi – tenga in debito conto quanto sopra e nessuno finga di non sapere”.

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