Un comunicato emesso nel pomeriggio di oggi ha confermato la chiusura dell’aeroporto di Fontanarossa fino alle 16 di domani, giovedì, mentre lo scalo Pio La Torre di Comiso è invece tornato pienamente operativo.
A causa dell’attività eruttiva dell’Etna, è stata disposta l’estensione della chiusura del settore B3, con conseguente sospensione degli arrivi e delle partenze fino alle ore 16:00 di domani, 13 agosto.
I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree.
Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore.
Dall’8 all’11 agosto sono stati cancellati o saltati circa 700 voli, oltre 250 collegamenti sono stati invece riprogrammati sugli aeroporti di Palermo, Trapani e Comiso.
Le cancellazioni in partenza sono state circa 400, alle quali se ne aggiungono altre 52 previste per oggi, secondo le informazioni pubblicate sul sito dello scalo.
Oggi, 40 voli in arrivo sono stati dirottati su Palermo, 12 su Trapani e cinque su Comiso.
Tra le compagnie maggiormente interessate dalle modifiche alla programmazione ci sono Ryanair, EasyJet, Ita Airways e Wizz Air, che sono quelle che hanno il maggior numero di collegamenti con lo scalo catanese.
L’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha comunicato che prosegue l’attività effusiva dalle bocche eruttive di quota 2750 m, 2090 m e 1900 m.
I fronti delle colate alimentate dalla bocca di quota 2360 m appaiono in raffreddamento. I fronti attivi più avanzati, alle ore 11:00 UTC riconducibili alla bocca di quota 1900 m, si attestavano ad una quota di 1365 m, in prossimità di Rocca Capra (Valle del Bove). Persiste, ad intensità variabile, l’attività esplosiva del cratere Voragine con emissione di cenere che si disperde in direzione Sud.
Sulla crisi del traffico aereo è intervenuto il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci.
“Ad essere fuori posto non è il vulcano ma l’aeroporto.
Quanto sta accadendo negli aeroporti di Catania e Comiso, con cancellazioni, ritardi e pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo”,
Musumeci ha anche ricordato che nel 1999, quando era presidente della provincia di Catania, aveva avevo evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l’Etna, e aveva inserito nel Piano territoriale provinciale la proposta di una delocalizzazione dello scalo.
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