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Augusta| Personale di polizia penitenziaria, momento di difficoltà e malcontento

1 Febbraio 2020 | by Redazione Webmarte
Augusta| Personale di polizia penitenziaria, momento di difficoltà e malcontento
Sindacale
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“Che da circa un anno, a causa di svariati cambiamenti, il personale di polizia penitenziaria operante presso la Casa di reclusione di Augusta stesse vivendo un periodo di difficoltà professionale e di malcontento era già noto, ma che ad alimentare lo stato di malessere dovesse contribuire il “sindacato” non potevamo proprio immaginarlo”.

A dichiararlo sono i rappresentanti provinciali di Fins-Cisl, Uspp e Sinappe-Sippe, che denunciano quanto si sta verificando alla casa di reclusione di Augusta. “Alcune organizzazioni sindacali, tra cui Sappe, Uil, Osapp e Cgil -Fp, dopo aver voluto la “separazione” del tavolo contrattuale, evidentemente per timore del confronto con altre sigle sindacali, hanno sostenuto la parte pubblica piuttosto che i lavoratori, e senza esitazione alcuna, hanno inteso presentare una proposta relativa al nuovo protocollo d’intesa locale che, tra le svariate modifiche rispetto all’attuale assetto, sembrano una forzatura delle vigenti normative. – hanno stigmatizzato Fabio D’Amico, Michele Pedone e Sebastiano Bongiovanni – Ma ciò che rasenta l’assurdo è la proposta peggiore avanzata da queste sigle sindacali per modificare l’orario di lavoro dei dipendenti pubblici appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria, dalle attuali 6 ore ad 8 ore, ovvero il passaggio dalla turnazione mista, conquistata dai lavoratori dopo anni e anni di lotte sindacali, ad una turnazione su 3 quadranti. E se al peggio non c’è mai fine, sempre dalle OO.SS. summenzionate è emersa la proposta di far espletare i servizi notturni anche al personale ultracinquantenne, senza considerare il dettato normativo di riferimento che, in quel di Augusta, è impossibile da attuare”.

“Non meno scalpore hanno fatto le proposte riguardanti il congelamento della rotazione solo per alcuni uffici, guarda caso proprio di quegli uffici dove ad essere avvicendato dovrebbe essere un aderente e/o rappresentante sindacale di una delle sigle in questione. – hanno concluso – In un momento storico in cui lo stress da lavoro correlato in ambito penitenziario è argomento assai dibattuto, prova ne è l’ultimo interessante convegno tenutosi alcuni giorni presso l’istituto penitenziario “Antonio Lorusso” Pagliarelli di Palermo , dove sia il Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria regione Sicilia e il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma, hanno mostrato particolare attenzione al fenomeno dello stress da lavoro correlato e notevole interesse a migliorare la vita degli operatori del settore, non si può assolutamente accettare che chi dovrebbe difendere il benessere dei lavoratori adotti strategie tendenti a salvaguardare il singolo e non la collettività. Auspichiamo che certuni si ravvedano e, oltre ad accettare il confronto e sedere al medesimo tavolo con tutte le OO.SS. facciano un passo indietro per il raggiungimento degli intenti comuni e del benessere lavorativo”.

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