Si è insediato oggi, con gli adempimenti di rito e l’elezione del presidente e dei suoi due vice, il consiglio comunale di Augusta eletto il 24 e 25 maggio scorsi.
Per la cronaca della riunione rimandiamo all’articolo di Agnese Siliato, quello che qui vogliamo sottolineare è la particolare composizione dell’organismo.
Il consiglio è infatti un “monocolore dimariano di destra”, se ci si passa il termine politichese da prima repubblica.
Tutti i 24 consiglieri sono infatti stati eletti nelle 8 liste che sostenevano il sindaco Di Mare.
Se il sindaco è stato eletto con l’84% dei voti, la coalizione ha addirittura raggiunto l’89% dei consensi, come ha sottolineato il consigliere di Augusta 2020 Niciforo, per ribadire che il trionfo del sindaco va quanto meno condiviso con la coalizione che lo ha sostenuto.
Nessuna delle tre liste di centrosinistra, come pure quella a sostegno della candidatura a sindaco di Cacciaguerra, ha superato lo sbarramento previsto dalla legge per poter partecipare alla ripartizione dei seggi.
Ma se nel caso di Cacciaguerra un risultato del genere poteva essere messo in conto, nel caso dell’alleanza progressista Pd, M5s e Avs, il tracollo elettorale ha il sapore di un vero e proprio fallimento.
Il 24 a 0, se vogliamo sintetizzare il risultato in termini sportivi, avrebbe meritato quanto meno una spiegazione agli elettori di centrosinistra.
Colpa candidato scelto? Della strategia di un’alleanza che è parsa da subito conflittuale? Della strategia elitaria scelta? Della mancanza di una gamba moderata nell’alleanza?
Un risultato così clamoroso merita una spiegazione, qualunque essa sia.
Invece, ad un mese e mezzo dal voto, nessuna assunzione di responsabilità da parte dei vertici dei tre partiti, che sembrano fischiettare allegramente preferendo impegnarsi in iniziative movimentiste di stampo antagonista.
Quasi non fosse successo niente e gli elettori di centrosinistra, orfani di una rappresentanza nel consiglio comunale non meritassero una spiegazione.
È toccato quindi ad alcuni dei consiglieri della coalizione di centrodestra parlare dei rischi che può provocare la mancanza di un confronto con l’opposizione.
Il primo a sollevare la questione, parlando del rischio di scivolamento verso l’autoreferenzialità, è stato l’ex presidente del consiglio Stella, che ha ammonito i colleghi consiglieri ad essere particolarmente attenti ed autocritici nella trattazione degli argomenti e nelle scelte.
Insomma un appello all’auto vigilanza che è stato ripreso da Casertano, arrivato addirittura a proporsi come interlocutore dell’opposizione che c’è in città, per mediare le istanze in consiglio.
Molti i consiglieri che hanno evidenziato la necessità di un attento e costante ascolto.
Tra questi Niciforo, che ha invitato il presidente del consiglio, che sarebbe stato eletto dopo pochi minuti, ad utilizzare in modo estensivo lo strumento del Consiglio aperto, per trattare temi di rilevanza e interesse per i cittadini.
Nel suo intervento, dopo avere rivendicato con orgoglio i risultati della scorsa amministrazione e tracciato le linee di quella appena nata, ci ha pensato il sindaco Di Mare a smorzare ogni tentazione di opposizione interna.
Il suo “non saranno ammesse transumanze” è suonato come un ammonimento ai possibili deragliamenti dal partito unico, seppure con le differenziazioni di Grande Sicilia e Forza Italia, che si appresta ad amministrare la città per i prossimi 5 anni.
Di Mare ha, tra l’altro, ringraziato i deputati regionali Carta, Auteri e Gennuso per l’impegno a favore di Augusta.
Nessun riferimento al leader di Fratelli d’Italia Cannata, con cui i rapporti sono come è noto pessimi.
Ed è proprio da quella zolla della politica che potrebbe arrivare qualche grana per l’amministrazione.
Ci sentiamo infatti di escludere, salvo clamorose e imprevedibili mutazioni, la formazione di un qualche gruppo di ispirazione di centrosinistra.
Potrebbe al più costituirsi, come si sussurra già da tempo, anche in previsione delle elezioni regionali e politiche del prossimo anno, il gruppo di Fratelli d’Italia, ispirato dallo stesso presidente della commissione Bilancio alla Camera e formato di eventuali scontenti, che rappresenterebbe l’opposizione da destra alla maggioranza di centrodestra.
Ma intanto Di Mare e il suo monopartito si godono la luna di miele elettorale, presumibilmente per almeno alcuni mesi, il resto verrà più avanti.
E chissà che nel frattempo dal centrosinistra antagonista e movimentista arrivi qualche indizio su cosa vorrà fare nei prossimi anni.
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