È iniziata ufficialmente la nuova legislatura del Comune di Augusta. Nella prima seduta del nuovo Consiglio comunale, svoltasi nell’aula “Giacinto Franco” di Palazzo San Biagio, l’assemblea ha completato tutti gli adempimenti previsti per l’insediamento, ma il dato politico più significativo è arrivato dalla dimostrazione di compattezza della maggioranza che sostiene il sindaco Giuseppe Di Mare.
Il Consiglio, convocato dal presidente uscente Marco Stella e aperto dal consigliere più votato, Biagio Tribulato, ha proceduto al giuramento dei consiglieri comunali, alla convalida degli eletti, alla verifica delle eventuali incompatibilità, all’elezione del presidente del Consiglio e dei due vicepresidenti, al giuramento del sindaco e alla presentazione della nuova Giunta.
Con 22 voti su 23 presenti, e una sola scheda nulla, Biagio Tribulato è stato eletto presidente dell’Aula. Un consenso che rappresenta il primo segnale della solidità della maggioranza nata dalle elezioni amministrative. Andrea Lombardo è stato eletto vicepresidente vicario, mentre Giuseppe Tedesco ricoprirà il ruolo di secondo vicepresidente.
La nuova assemblea cittadina è composta da Corrado Amato e Salvatore Daniele per Forza Italia; Marco Niciforo per Augusta 2020; Marco Stella, Massimo Casertano, Paolo Trigilio, Giuseppe Tedesco e Norma Valmarin per Cinque + Cinque; Biagio Tribulato, Roberto Conti, Cosimo Cappiello, Michela Italia, Giuseppe Montalto e Manuel Mangano per Grande Sicilia; Tania Patania, Pino Carrabino e Marco Meloni per I Love Augusta; Margaret Amara, Andrea Lombardo, Francesco Messina e Angelo Pasqua per Il Cambiamento; Benedetta Salmeri per Insieme per Augusta; Andrea Campisi e Antonio Caruso per Più Augusta. Presente per la prima volta nell’aula consiliare anche il nuovo segretario generale del Comune, Stefania Finocchiaro.
Nel suo primo intervento da presidente, Tribulato ha espresso gratitudine all’assemblea per la fiducia ricevuta, sottolineando il ruolo di garanzia che il Consiglio sarà chiamato a svolgere. Ha assicurato imparzialità nell’esercizio delle proprie funzioni, definendo Palazzo San Biagio «la casa di tutti i consiglieri» e ribadendo che la presidenza sarà luogo di confronto, partecipazione democratica e sintesi politica nell’interesse dell’intera città.
Ma è stato il discorso del sindaco Giuseppe Di Mare a caratterizzare politicamente la seduta inaugurale. Il primo cittadino ha rivendicato il risultato elettorale ottenuto dalla coalizione di centrodestra, interpretandolo come la certificazione del lavoro svolto nei precedenti cinque anni e mezzo di amministrazione.
Di Mare ha respinto le letture che ipotizzavano possibili divisioni all’interno della maggioranza, parlando di una coalizione rimasta unita sia durante il primo mandato sia nel corso della campagna elettorale. «Chi pensava che questo accordo politico si fosse sciolto è stato smentito dai fatti», ha affermato, definendo l’esperienza amministrativa augustana «un modello politico» fondato sulla capacità di anteporre gli interessi della città a quelli delle singole forze politiche.
Ancora più netto il messaggio rivolto all’Aula sul futuro degli equilibri consiliari. Il sindaco ha chiarito che «esiste una geografia politica ben definita» e ha escluso qualsiasi ipotesi di cambi di schieramento durante la legislatura. «Nessuna transumanza sarà consentita», ha affermato, aggiungendo che l’esistenza di un’opposizione in futuro rappresenterà un elemento fisiologico e necessario all’interno del Consiglio comunale. Ciò in quanto sulla carta al momento l’opposizione non c’è, perché come noto, lo schieramento che ha sostenuto il sindaco Di Mare, ha ottenuto la maggioranza assoluta e quindi 24 consiglieri su 24.
Di Mare ha quindi invitato tutti gli eletti a mettere da parte le ambizioni personali per privilegiare il bene comune, ricordando come il consenso ottenuto alle urne comporti soprattutto una maggiore responsabilità amministrativa.
Nel delineare il percorso del secondo mandato, il sindaco ha indicato le principali sfide che attendono Augusta. Tra le priorità figurano l’avvio definitivo del cantiere del depuratore, il completamento della nuova linea ferroviaria, la realizzazione del terzo ponte, la valorizzazione del Castello Aragonese e del Castello Svevo, lo sviluppo del porto commerciale e il potenziamento delle opportunità offerte dalle Zone Franche Doganali.
Sul fronte dell’azione amministrativa ordinaria, Di Mare ha riconosciuto che restano questioni sulle quali sarà necessario accelerare. Tra queste la raccolta differenziata, per la quale ha invitato città e amministrazione a «fare di più», e la realizzazione del Centro comunale di raccolta, ritenuto fondamentale per migliorare il sistema di gestione dei rifiuti.
Ampio spazio anche al tema dell’occupazione. Il sindaco ha precisato che «il sindaco e gli assessori non possono dare lavoro», ma possono creare le condizioni affinché imprese e investimenti generino nuove opportunità occupazionali attraverso infrastrutture, porto, sviluppo economico e strumenti di agevolazione per le attività produttive.
Nel suo intervento ha inoltre richiamato gli investimenti programmati sulle scuole, sugli impianti sportivi, sulle politiche sociali, sul rifacimento delle strade e dell’illuminazione pubblica, oltre alla gestione dei finanziamenti europei già ottenuti, confermando la volontà di proseguire il percorso amministrativo avviato nel precedente mandato.
Con l’insediamento del nuovo Consiglio comunale si apre così ufficialmente la seconda esperienza amministrativa guidata da Giuseppe Di Mare, sostenuta da una maggioranza numericamente totale che, almeno nella seduta inaugurale, ha mostrato compattezza sia nelle votazioni sia nella linea politica espressa dal sindaco. Una maggioranza chiamata adesso a tradurre in risultati concreti gli obiettivi indicati per il nuovo quinquennio amministrativo.
La seduta è stata trasmessa in diretta streaming sui canali di Webmarte.
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