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Augusta| Sit -in pulizieri della Marina contro l’aumento del lavoro con lo stesso salario

16 Gennaio 2020 | by Redazione Webmarte
Augusta| Sit -in pulizieri della Marina contro l’aumento del lavoro con lo stesso salario
Sindacale
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Presidio questa mattina dei lavoratori dell’appalto delle pulizie e sanificazione della Marina militare della Regione Sicilia che interessa i lavoratori delle basi di Augusta, Catania, Messina, Palermo, Agrigento, licenziati per fine appalto dalla Lamper, e sono in presidio davanti alla base Terravecchia di Augusta per difendere il posto di lavoro. La Marina militare ha messo in atto tutte le azioni volte a mantenere lo stesso monte ore anche con la nuova ditta che subentrerà.

Da oggi 70 lavoratori dell’appalto delle pulizie e sanificazione della Marina Militare della regione Sicilia che interessa i lavoratori delle basi di Augusta, Catania, Messina, Palermo, Agrigento, sono stati licenziati per fine appalto dalla Lamper, e sono in presidio davanti alla base Terravecchia di Augusta per difendere il posto di lavoro. La gara per la pulizia delle basi per il lotto 4 Regione Sicilia, è stata indetta dalla Marina prevedendo una riduzione del budget, che ha comportato da parte dell’aggiudicataria BSF s.r.l. una proposta di riduzione del 40 % dell’orario di lavoro dei lavoratori fermo restando il precedente carico di lavoro. Solo dopo un energico intervento da parte delle segreterie nazionali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, il ministero della difesa ha confermato per l’esercizio finanziario 2020 il medesimo impegno finanziario della precedente gara, dato questo che sembrava potesse risolvere il problema occupazionale, ma che nei fatti ha prodotto seppur il mantenimento delle attuali ore di lavoro, un innalzamento delle superfici da pulire di oltre il 35 %.

“Non è accettabile – dichiara Stefano Gugliotta della segreteria regionale Filcams Cgil Sicilia – che i lavoratori dell’appalto pulizie della Marina militare vengano sottoposti al ricatto “lavorare di più per mantenere il loro misero salario”. Ad un aumento delle risorse finanziarie di circa il 25% ottenuto solo grazie alla mobilitazione dei lavoratori e della Filcams Cgil, la soluzione della Marina militare di aumentare il volume del lavoro del 35 % è oltremodo inaccettabile perché scarica sui lavoratori le inefficienze del sistema. Oggi i lavoratori licenziati sono in presidio per difendere il loro posto di lavoro ed il servizio di pulizia e sanificazione non è coperto, ciò nonostante i ripetuti appelli a tutte le istituzioni inoltrate dalla Filcams per evitare il blocco delle prestazioni” .

La Marina militare fa sapere di aver messo in atto tutte le azioni volte a mantenere lo stesso monte ore ai lavoratori al fine di evitare un surplus di personale. “A nostro avviso – riferisce – il contratto tra la ditta e i lavoratori assicura un uguale trattamento salariale e un identico monte ore”.

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