Per quest’estate Etnaland, il parco acquatico e tematico di Belpasso, nel catanese, da febbraio sotto sequestro preventivo a seguito di un’inchiesta su irregolarità ambientali, rimarrà chiuso.
Lo ha annunciato sui social la struttura che precisa che gli accertamenti in corso “non riguardano alcuna situazione che possa aver coinvolto, neppure indirettamente, la sicurezza degli utenti e dei lavoratori” e che non è mai mancata la collaborazione con le autorità competenti, a cui sono state messe a disposizione tutti gli elementi utili per le verifiche.
La società spiega che ormi non ci sono più i tempi per poter riaprire al pubblico, visto che la preparazione di una stagione richiede però mesi di manutenzioni, verifiche tecniche, formazione del personale e organizzazione e se anche la struttura venisse dissequestrata i “tempi ormai disponibili non permetterebbero di completare tutte le attività necessarie per riaprire nel 2026 garantendo gli standard di qualità e sicurezza che devono accompagnare ogni giornata trascorsa a Etnaland”.
“Siamo profondamente dispiaciuti perché consapevoli che le conseguenze della mancata apertura non riguarderanno soltanto la proprietà, ma soprattutto centinaia di lavoratori e le loro famiglie, le imprese che collaborano con noi e un territorio che, negli anni, è cresciuto insieme al parco. –prosegue la nota-
Da oltre quarant’anni Etnaland fa parte della vita della Sicilia e di tante famiglie e continuerà a esserlo. Arrivederci a presto”.
Doccia fredda, dunque, oltre che per i visitatori, anche per i circa 200 lavoratori del parco e per le imprese dell’indotto.
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