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Lentini | Ampliamento discarica Grotte San Giorgio, Cunsolo: «Presto un consiglio comunale»

3 Marzo 2020 | by Silvio Breci
Lentini | Ampliamento discarica Grotte San Giorgio, Cunsolo: «Presto un consiglio comunale»
Attualità
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La consigliera del M5s chiede la convocazione urgente di una seduta. Già approvata una delibera di giunto contro la richiesta di ampliamento.

Il no della giunta. Con una delibera di giunta, l’amministrazione comunale ha già detto no a un ulteriore ampliamento, il quarto, della discarica di Grotte San Giorgio, dove la proprietà – la Sicula Trasporti – ha in progetto di realizzare altri tre bacini su un’area di oltre 262 mila metri quadrati, tutta in territorio di Lentini e destinata a uso agricolo, in parte anche vincolata dal Piano paesaggistico come area di interesse archeologico, dove verrebbero abbancati oltre 4 milioni e mezzo di metri cubi di rifiuti. Volumi che porterebbero la capienza complessiva della discarica nel territorio di Lentini, tenendo conto degli ampliamenti precedenti, a quasi 9 milioni di metri cubi.

Cunsolo chiede seduta urgente. Ma ora anche il consiglio comunale, a cui spetta comunque decidere se concedere o meno la variante allo strumento urbanistico, sia convocato con urgenza per essere messo nelle condizioni di esprimere il proprio parere contrario. A chiederlo con forza, nel corso dell’ultima seduta, è stata la consigliera del M5s Maria Cunsolo che, senza volere sminuire il peso del pronunciamento già formulato dall’esecutivo, ha ribadito le prerogative del consiglio comunale in materia urbanistica. La stessa giunta, nella delibera approvata pochi giorni fa, sottolinea che il Comune, con una nota trasmessa il 15 gennaio scorso a tutti gli enti competenti, ha già evidenziato che la richiesta di ampliamento della discarica «costituisce variante allo strumento urbanistico» in quanto l’area ricade in zona “E” del piano regolatore generale e in parte è appunto anche di interesse archeologico.

Ampliamento incompatibile con l’ambiente. L’ampliamento richiesto, secondo l’esecutivo, «non può essere ritenuto compatibile con l’ambiente in quanto inevitabilmente determina un incremento esponenziale del danno ambientale già presente sul territorio, oltremodo martoriato dalla presenza di tumori, e inoltre «è in netto contrasto con gli obiettivi dell’amministrazione comunale» che nella delibera parla ancora di «incompatibilità del progetto con gli strumenti di pianificazione, di mancata applicazione del principio di precauzione, di mancata valutazione degli impatti sanitari e cumulativi e di carente valutazione delle alternative».

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